«La Giunta regionale ha meno di 180 giorni per emanare le linee guida in materia di tirocini. Come un orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno anche il governo dei cosiddetti migliori. Ne ha imbroccato, almeno apparentemente, una giusta limitando l’utilizzo dello strumento dei tirocini circoscrivendone i destinatari ed introducendo degli obblighi per le aziende.»
Lo scrive, in una nota, Enrico Lai, segretario regionale PRC-SE Sardegna.
«Ma essendo materia riservata alla legiferazione regionale spetta ora a Solinas & Co. fare quello che le giunte precedenti non hanno mai voluto fare – aggiunge Enrico Lai -. Ovvero, le linee guida in vigore, e che resteranno tali salvo diverso intervento della giunta, permettono di utilizzare lo strumento del tirocinio in quasi tutti i campi lavorativi compresa la possibilità di creare “percorsi formativi” anche per fare il cameriere durante la stagione estiva. Dalla Giunta Cappellacci in poi, abbiamo assistito a dei bandi regionali dove i percorsi sono stati finanziati con fondi pubblici creando da una parte mero sfruttamento della forza lavoro, e dall’altra delle vere e proprie regalie alle aziende attraverso una deregulation del mondo del lavoro. La nostra terra ha invece bisogno di lavoro vero e sicuro e di atti tali per valorizzare le tantissime menti e capacità dei giovani sardi.»
«Come comunisti riteniamo questo uno dei nostri obiettivi fondamentali e siamo impegnati nella costruzione di un’opposizione politica e sociale alla mercificazione del lavoro che pesa sulla testa di tantissime/i giovani sarde/i», conclude Enrico Lai.









