«La dichiarazione dello stato di emergenza per Sardegna, Sicilia e Calabria è stato un atto dovuto, ma i territori colpiti hanno bisogno di misure concrete adesso. Lo stanziamento di 100 milioni di euro è largamente insufficiente di fronte a danni che superano i due miliardi: non bastano neppure a coprire le prime urgenze, figuriamoci a garantire una vera ricostruzione. Nello Musumeci dice che i soldi arriveranno dopo i progetti. Ma a essere inerte e inconcludente è questo Governo che, di fronte a un disastro di questa portata, dopo aver assolto agli adempimenti formali e riconosciuto solo briciole, non ha ancora attivato il canale europeo di sostegno alle calamità, pur sapendo che è previsto proprio per casi come questo. Il Fondo di solidarietà dell’Unione europea va richiesto immediatamente, così come va utilizzata ogni leva europea disponibile, inclusa la possibilità di destinare risorse di InvestEU a interventi strutturali contro il dissesto idrogeologico.»
Lo scrive, in una nota, il senatore sardo del PD Marco Meloni.
«Il Governo deve agire subito: anzitutto riprogrammando, per l’emergenza e la messa in sicurezza dei territori, i fondi destinati al Ponte sullo Stretto, che per il 2026 sono inutilizzabili visto il blocco della Corte dei Conti – aggiunge Marco Meloni -. Dopodiché ascolti le proposte del Partito Democratico: sospensione degli oneri fiscali per famiglie e imprese danneggiate, rimozione dei vincoli finanziari per i comuni in dissesto colpiti dall’emergenza, sostegno ai settori più esposti, dal turismo alla pesca e all’agricoltura, e introduzione di misure straordinarie su infrastrutture e trasporti. Ma, soprattutto, affronti con serietà – e dunque investendo risorse adeguate e continuative – la lotta al cambiamento climatico.»
«La presidente Giorgia Meloni dimostri con atti concreti, e non con annunci, di considerare questa emergenza una priorità nazionale», conclude Marco Meloni.



















