Una riflessione sulla condizione femminile e sul ruolo della donna nella società con “La Bisbetica Domata” di William Shakespeare, nella mise en scène di NoveTeatro, con la regia di Domenico Ammendola, in cartellone, dopo la prima di oggi al Cine/Teatro “Olbia” di Olbia, domani sabato 7 febbraio, alle 21.00, al Teatro San Bartolomeo di Meana Sardo, domenica 8 febbraio, alle 20.30, all’Auditorium Comunale di Dorgali e lunedì 9 febbraio alle 20.30 al Teatro Centrale di Carbonia sotto le insegne della Stagione di prosa 2025-2026 organizzata dal CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna con il patrocinio ed il sostegno del MiC / Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna e dei Comuni aderenti al Circuito e con il contributo della Fondazione di Sardegna.
La celebre commedia è incentrata sulla figura di Caterina, una giovane donna di forte temperamento e poco incline alle nozze, a differenza della sorella Bianca, bella e gentile: il carattere e il comportamento della figlia maggiore mettono in difficoltà il padre, il gentiluomo padovano Battista Minola, che vorrebbe invece trovarle marito e decide così che neppure la minore, per cui non mancano i corteggiatori, potrà sposarsi prima del matrimonio dell’intrattabile primogenita. Nella pièce emerge lo spirito ribelle della fanciulla, la sua volontà di non sottomettersi a un uomo e i suoi modi rudi appaiono come una difesa contro le regole e le convenzioni della società: Caterina rifiuta per sé il modello della moglie mite e sottomessa e, per la disperazione del padre, preferisce conservare la propria indipendenza e la propria libertà. Si fa avanti tuttavia un pretendente, il nobile Petruccio, interessato unicamente alla ricca dote della fanciulla e convinto di poterla in qualche modo rieducare, trasformandola in una sposa solerte e ubbidiente: Battista Minola accondiscende alle nozze e concede la mano della riluttante Caterina… inizia così il singolare e surreale esperimento, una vera e propria terapia d’urto… con esiti davvero sorprendenti.
Una commedia divertente che fa sorridere e pensare: la modernità di Caterina, che si mostra rude e sgarbata (anche) per tenere a bada corteggiatori molesti o ipotetici aspiranti mariti, messa in risalto per contrasto dalla naturale mitezza di Bianca – inevitabile il confronto con le figlie di Edipo Antigone e Ismene, famose sorelle del mito – al di là degli aspetti comici della situazione e dall’impasse che impedisce le nozze di Bianca, risolto “brillantemente” dall’arrivo di Petruccio, sta proprio nella sua volontà di emanciparsi dall’autorità e dal potere maschile. La conclusione paradossale – o ironica – che si presta a molteplici interpretazioni, da una “finzione”, una recita a beneficio di un uomo arrogante e degli stolti convenuti a una “resa” di fronte alle violenze fisiche e psicologiche, con la consapevolezza di non poter (o non voler più) lottare contro le leggi del patriarcato, non diminuisce anzi mette ancor più l’accento sulla questione – e inevitabilmente affiorano alla mente immagini di altre donne “ribelli” e non rieducabili. Sotto i riflettori (in rigoroso ordine alfabetico) Domenico Ammendola, Andrea Avanzi, Matteo Baschieri, Carlotta Ghizzoni, Ettore Marrani, Francesca Rossi, Gabriele Tondelli e Victoria Vasquez, le musiche originali sono di Luigi Pagliarini, i costumi di Valentina Donatti e Francesca Tagliavini, le maschere artigianali a cura di Safir di Graziano Viale, il disegno luci di Giancarlo Vannetti, con realizzazione scenografie a cura di Donatello Galloni (tecnico audio e luci Gabriele Orsini e assistente alla regia Martina Chiello) in un suggestivo allestimento per la regia di Domenico Ammendola, produzione NoveTeatro.




















