«Spostarsi dall’Ogliastra per raggiungere Nuoro o Cagliari costituisce un pericolo per le donne e per i bambini. Bisogna considerare le caratteristiche del territorio: in inverno spesso nevica e affrontare il viaggio verso Nuoro è rischioso, così come raggiungere Cagliari nella stagione estiva, con le strade congestionate», ha sottolineato Daniela Sanna.
Il dibattito ha quindi posto al centro il tema della sicurezza, sul quale è intervenuta la presidente Alessandra Todde: «La sicurezza non può essere valutata esclusivamente sulla base del numero dei parti effettuati in una struttura, ma deve necessariamente tenere conto anche dell’esperienza e dell’organizzazione delle équipe sanitarie».
In questo quadro è stata discussa la possibilità di costruire percorsi di rete e convenzioni tra presìdi, anche in raccordo con Nuoro, per garantire volumi complessivi adeguati e continuità assistenziale. Il Comitato ha inoltre proposto il coinvolgimento e una collaborazione con l’ospedale di Muravera. «Per una parte dell’utenza quel presidio risulta più vicino a Lanusei rispetto a Cagliari», hanno evidenziato Simona Demurtas e Daniela Sanna.
Ampio spazio è stato dedicato alle carenze di personale, in particolare in ambito pediatrico, una criticità strutturalmente legata alla chiusura del punto nascita. “Abbiamo bisogno di un ulteriore specialista in pediatria con competenze diabetologiche”, hanno sottolineato gli esponenti del Comitato.
A questo proposito, la presidente Alessandra Todde e il capo di gabinetto, Ferreli, hanno analizzato le diverse ipotesi per il rafforzamento degli organici, tra cui convenzioni con le Università, il coinvolgimento degli specializzandi e una migliore programmazione di concorsi e mobilità, oggi rallentati da procedure complesse e da vincoli contrattuali che penalizzano le aree periferiche.
Nel corso dell’incontro sono state affrontate anche le criticità relative alle specialistiche carenti, tra cui cardiologia, emodinamica, oculistica ed endocrinologia, con particolare riferimento alle esigenze di una popolazione anziana, spesso costretta a ricorrere al privato o a spostamenti onerosi fuori dal territorio, soprattutto, per le patologie più frequenti in questa fascia di età.
Da entrambe le parti è stata ribadita la necessità di superare la frammentazione dei servizi e di puntare su una rete sanitaria regionale capace di valorizzare le competenze e garantire risposte appropriate ai bisogni reali.
Un ulteriore focus ha riguardato il sistema dell’emergenza-urgenza e l’utilizzo dell’elisoccorso. L’assessora ad interim e il capo di gabinetto hanno sottolineato come la priorità sia il pieno funzionamento delle elisuperfici ospedaliere, al fine di garantire atterraggi e decolli in sicurezza quando necessario. In questo ambito è stato confermato il lavoro in corso con AREUS, tenendo conto delle distanze reali e dei tempi di intervento nelle aree più isolate dell’Isola, come l’Ogliastra.
«Il tema della sicurezza va affrontato con serietà, guardando all’organizzazione delle équipe, alle reti cliniche e alla capacità di garantire risposte tempestive. La riapertura del punto nascita e il rafforzamento dei servizi territoriali sono obiettivi che richiedono un percorso chiaro, condiviso e con tempi certi – ha evidenziato la presidente Alessandra Todde -. La Regione è pronta a fare la sua parte, insieme ai territori, per ricostruire fiducia e garantire equità di accesso alle cure.»
La Regione ha confermato la disponibilità a proseguire il confronto con il Comitato “Giù le mani dall’Ogliastra”, la Direzione generale e gli enti coinvolti, con l’obiettivo di definire un quadro operativo concreto e verificabile, capace di rispondere in modo strutturale alle esigenze sanitarie del territorio.
Un’apertura al dialogo accolta positivamente da Micheli, Demurtas, Sanna e Depau, che hanno sottolineato come il Comitato sia «nato per protestare in una fase in cui nessuno ascoltava le istanze del territorio, mentre oggi è aperto al dialogo e al confronto per risolvere le criticità della sanità in Ogliastra».



















