Un fronte comune per la Sanità nel Guilcer, nel Barigadu e nella Planargia. Ovvero Asl 5 di Oristano e amministratori locali insieme per affrontare le emergenze, in particolare, dettate dalle carenze della medicina territoriale e per trovare soluzioni, che si concretizzeranno in un’assistenza sanitaria più diffusa, capillare e ragionata verso i pazienti. Si sono lasciati soddisfatti, ma anche determinati nell’affrontare le prossime sfide, la direzione generale della Asl 5 di Oristano, rappresentata dalla direttrice, la dottoressa Grazia Cattina e i sindaci della zona nord dell’oristanese alla fine del Comitato di Distretto di Ghilarza-Bosa convocato ieri a Ghilarza dal suo presidente, Stefano Licheri, sindaco di Ghilarza. Asl 5 e fasce tricolori hanno concordato sui progetti da attuare nell’immediato e nel medio periodo: una presa in carico dei pazienti cronici, con piani personalizzati per ognuno di loro e l’aiuto della telemedicina. Ed ancora revisioni e miglioramenti del sistema degli ambulatori straordinari di comunità territoriale, meglio noti come ASCoT, progetto pilota proprio dell’azienda sanitaria oristanese per rispondere alla carenza dei medici di base anche nei territori più periferici, diventato poi un modello per tutta l’isola. E ancora l’arrivo dei nuovi ASCoT pediatrici, la riorganizzazione dei percorsi nell’ospedale San Martino di Oristano, le nuove case di comunità. La dottoressa Grazia Cattina era accompagnata a Ghilarza dalla dottoressa Marilena Muggianu, direttrice della Struttura Semplice Dipartimentale “Integrazione Ospedale-Territorio” e dall’ingegner Daniele Saba, direttore del Servizio Tecnico-Logistico e Patrimonio della Asl 5. Tanti gli interventi dei primi cittadini, che hanno segnalato criticità, ma anche avanzato proposte in un clima di confronto leale e collaborazione.
La direttrice generale è stata chiara: «Stiamo lavorando ad una stratificazione della popolazione e a una individuazione dei pazienti cronici. Una volta acquisiti i dati e chiaro il quadro generale, saremo noi come azienda sanitaria ad organizzare percorsi di cura personalizzati per ogni paziente cronico anche con il supporto della telemedicina, progetto in fase di attuazione, con gli strumenti della televisita e del rapporto a distanza fra medico e paziente, il telemonitoraggio e il teleconsulto fra medici e specialisti. Ci auguriamo di essere operativi già in primavera».
Uno dei temi più dibattuti è stata l’organizzazione del servizio degli ASCoT. «Una soluzione tampone – ha ribadito la dottoressa Grazia Cattina -, ma siamo impegnati nel miglioramento di questo sistema e i vostri suggerimenti di oggi ci aiuteranno in questo percorso. Continuate a segnalarci le criticità e a proporci correzioni.»
Obiettivo ridurre le file, con un nuovo sistema, che sleghi anche le visite domiciliari dalle ore di servizio al pubblico in ambulatorio.
Nel Distretto di Ghilarza Bosa sono quasi 1.600 i bambini senza un pediatra. Un’emergenza. Inutile negarlo. «Abbiamo pronto il progetto degli ASCoT pediatrici – hanno ricordato la dottoressa Grazia Cattina e la dottoressa Marilena Muggianu – domani, mercoledì, il confronto con il comitato zonale. Poi l’approvazione della delibera e il bando per il reclutamento di pediatri per questo nuovo tipo di ASCoT». Ancora una volta la Asl 5 farà da apripista in Sardegna.
Altro tema sul tavolo la prossima scadenza dell’impiego dei medici in affitto per i pronto soccorso. C’è preoccupazione anche nel distretto di Ghilarza-Bosa per il pronto soccorso di Bosa e il centro di primo intervento di Ghilarza. La dottoressa Grazia Cattina ha ricordato l’impegno della Regione in queste settimane anche con un nuovo bando di concorso per il reclutamento di medici e ha auspicato che si rivaluti l’impiego dei medici cubani.
«Siamo pronti a lavorare insieme – ha concluso la direttrice generale della Asl 5 -, le case di comunità ci aiuteranno in questa costruzione di una sanità più vicina al territorio e la stessa figura dell’infermiere di comunità sarà modellata in base alle reali esigenze e bisogni delle popolazioni. Ed ancora nuovi ospedali di comunità a Bosa e Ales.»
Tina Fadda, presidente dell’Unione del Barigadu, ha detto: «Un incontro positivo con un ascolto dei bisogni del territorio. Le nostre proposte operative sono state ascoltate. La proposta della medicina di prossimità ci sembra la soluzione migliore per affrontare i problemi del nostro territorio».
Stefano Licheri, presidente del Comitato di Distretto, ha aggiunto: «I pazienti cronici finalmente vengono presi in carico dalla Asl e in una popolazione anziana come la nostra, questo è fondamentale. Abbiamo meno medici e facciamo in modo che meno pazienti abbiano bisogno del medico di base».
Tina Fadda e Stefano Licheri hanno chiuso in un sol coro: «Crediamo che la collaborazione fra istituzioni sia un’arma vincente in questo caso. Noi sindaci abbiamo l’esatta percezione dei bisogni delle nostre popolazioni e siamo pronti a sostenere la Asl 5 in questa sfida di una sanità, più a misura delle zone interne».


















