«Rimettere in discussione i prezzi minimi garantiti per l’energia – appena definiti – ed in vigore fino ad almeno il 31 dicembre 2030 significa aprire la strada alla possibile chiusura degli impianti a biomassa solida e a tagli occupazionali. A rischio c’è una filiera industriale strategica e un presidio ambientale essenziale per l’Isola.»
Lo sostiene la Uilm Sardegna che lancia l’allarme alla luce dei possibili interventi decisi dal Governo legati al decreto bollette e al sistema dei prezzi minimi garantiti per l’energia.
«In Sardegna il pericolo riguarda un’infrastruttura produttiva unica nel panorama regionale che potrebbe subire l’applicazione di tale misura – ricorda il sindacato – la centrale a biomasse di Serramanna (Sardinia Bio Energy), alimentata da fonti rinnovabili, con potenza elettrica nominale 13,3 MW e potenza termica 49,5 MW, capace di produrre circa 100.000 MWh elettrici/anno, energia sufficiente a coprire il fabbisogno di oltre 30.000 famiglie.»
Attorno alla Sardinia Bio Energy ruota un indotto che coinvolge quasi 400 persone tra attività dirette e fornitura di biomasse agricole e di manutenzione forestale.
«Centinaia di buste paga a rischio – ribadisce il sindacato -. La politica continua a inseguire il caro-energia con bonus e interventi temporanei ma, intanto, si crea instabilità proprio dove servono programmazione e continuità. Per la filiera delle biomasse i prezzi minimi garantiti non sono un privilegio: sono la condizione che rende sostenibili impianti, occupazione e investimenti. Se quella rete di sicurezza viene indebolita, il conto lo pagano i lavoratori. E lo pagherà anche la Sardegna.»
Da fine gennaio, inoltre, è in corso una fermata programmata con interventi per garantire affidabilità, sicurezza e continuità produttiva.
«In queste settimane, oltre ai lavoratori ordinari dell’impianto – ricorda la Uilm Sardegna – operano più di cento altri addetti, soprattutto imprese elettromeccaniche della Sardegna, impegnati su attività tecniche specialistiche, manutenzioni straordinarie e verifiche impiantistiche.»
Per la Uilm Sardegna le biomasse solide uniscono fattori di fondamentale importanza «energia programmabile, lavoro stabile e tutela del territorio».
«Le biomasse solide sono una rinnovabile programmabile, capace di garantire regolarità e continuità di esercizio per gran parte dell’anno – sottolinea il sindacato -. La filiera delle biomasse consente una politica ambientale concreta recuperando i residui in campo o nei boschi, prevenendo gli incendi e trasformando un pericolo in energia pulita per tutti.»
La Uilm lancia un appello a tutti i politici affinché intervengano per far correggere il decreto bollette prima che metta a rischio il futuro di centinaia di lavoratori.










