Risolti i nodi del Decreto Abodi, ecco che Oristano si prepara per la Sartiglia 2026, in programma domenica 15 e martedì 17 febbraio, che è stata presentata ufficialmente dal sindaco Massimiliano Sanna, dal presidente della Fondazione Oristano Carlo Cuccu, dall’assessore della Cultura Simone Prevete, dal presidente del Comitato Sartiglia Carlo Pala, dal presidente del Gremio dei Contadini Salvatore Carta e dal responsabile tecnico della manifestazione, l’ingegner Cristian Licheri.
«La Sartiglia è tradizione, cultura e spettacolo, elementi che si combinano rendendo unica la manifestazione – ha dichiarato Massimiliano Sanna -. Gli oristanesi lo sanno benissimo e i turisti colgono immediatamente queste caratteristiche e ne sono entusiasti. Questa edizione nasce nel solco della tradizione, senza grandi modifiche dal punto di vista organizzativo, ma è proprio il rispetto della tradizione l’aspetto più importante. Si è arrivati a questo risultato grazie al lavoro di squadra che è stato realizzato nei mesi scorsi che ha portato al riconoscimento dei percorsi da parte dell’ASI e all’esclusione dal campo di applicazione del Decreto Abodi, facendo venir meno l’obbligo dell’utilizzo dei caschetti da parte dei cavalieri.»
«Abbiamo lavorato molto sugli aspetti legati alla sicurezza – ha aggiunto il presidente della Fondazione Oristano, Carlo Cuccu -. Questo non ci ha impedito di lavorare sui molteplici aspetti legati all’organizzazione della giostra. La sicurezza è comunque sempre stata al centro degli sforzi e del lavoro della Fondazione, anche prima dell’entrata in vigore del Decreto Abodi, con le norme dell’ordinanza Martini.»
«Oggi possiamo iniziare a sorridere dopo mesi di preoccupazione e di tormenti – ha detto il presidente del Comitato Sartiglia, Carlo Pala -. È stato condotto un lavoro di squadra che oggi ci premia. Ancora poche ore e potremo immergerci nello spettacolo unico della Sartiglia. Quest’anno vogliamo ricordare due figure importanti per la Sartiglia, Sandro Lombardi e Pietro Serra, scomparsi recentemente, a cui dedicheremo un premio.»
Antonio Caria



















