Non solo studio, ma anche socializzalizzazione, valorizzazione delle diversità e orientamento al futuro. È la mission di una scuola davvero inclusiva nei confronti di tutti i ragazzi e le ragazze, in particolare quelli con bisogni educativi speciali. Su questo campo d’indagine relativo alla scuola secondaria di primo e secondo grado si è concentrato nel corso di tre anni, a partire dal 2023, il Progetto “Tascle” (Training Pathway Addressed to Support and Curricular teachers of secondary Level), che ha visto capofila l’Università di Sassari e partner quelle di Parma e di Verona e ha ricevuto un finanziamento di 100.000 euro dal PNRR in quanto progetto di rilevante importanza nazionale (PRIN).
I risultati della ricerca saranno presentati a Sassari nel convegno “Il docente inclusivo nella scuola secondaria”, sabato 21 febbraio, alle 9, nell’Aula Magna del Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione, in via Zanfarino 62. I lavori si apriranno con i saluti del rettore dell’Università sassarese, Gavino Mariotti; del direttore dell’U.S.R. Sardegna, Francesco Feliziani e del direttore del D.I.S.S.U.F., Piergiorgio Spanu. Poi gli esiti saranno illustrati dai ricercatori esperti delle tre università coinvolte, che hanno avuto come coordinatore e principal investigator il professor Filippo Dettori, direttore del corso per la specializzazione degli insegnanti di sostegno dell’ateneo turritano. Per Sassari, con Dettori, Barbara Letteri, Luisa Pandolfi, Valentina Guerrini e Giusy Manca; per Verona, Ivan Traina, Elisa Galeri e Angelo Lascioli; per Parma, Andrea Pintus, Maja Antonietti, Matteo Muratori.
Il convegno sarà anche l’occasione per presentare ufficialmente il volume “Il docente inclusivo nella scuola secondaria: una ricerca con gli insegnanti” (Edizioni Junior), fruibile anche in open source. Un manuale prezioso che «ricostruisce tutto il percorso fatto con gli insegnanti durante il progetto “Tascle” e che offre strumenti concreti come un curriculum con materiali, esercitazioni e progetti da realizzare in classe e una serie di linee guida e raccomandazioni che orientano a essere dei docenti davvero efficaci» anticipa Dettori. Tra queste ultime, si possono citare almeno la conoscenza del contesto da cui proviene ciascuno studente; la collaborazione tra docenti curriculari e di sostegno nella progettazione didattica; il dialogo costante con le famiglie; il cooperative learning e il tutoring tra studenti della stessa classe; la promozione dell’educazione socio-emotiva e delle life skills; l’uso di strumenti digitali inclusivi e multisensoriali.
Il progetto “Tascle” ha intrecciato analisi teorica, ricerca empirica e lavoro sul campo. «Abbiamo iniziato con l’analisi della letteratura internazionale esistente sull’inclusione scolastica in generale nella scuola secondaria di primo e secondo grado, sui bisogni educativi speciali e su come le tecnologie possano favorire l’inclusione» spiega il ricercatore. «Poi ci siamo spostati nelle classi per compiere un’osservazione diretta e insieme agli insegnanti abbiamo realizzato un questionario di autovalutazione per misurare il divario tra le pratiche e gli strumenti che i docenti ritengono indispensabili per l’inclusione e il grado di padronanza che pensano di averne».
Dall’analisi è emersa un richiesta di maggiore specializzazione da parte dei docenti. «Oggi in Italia ci sono più di 240.000 insegnanti di sostegno specializzati, mentre altri 66.000 docenti incaricati del sostegno – circa il 27% – non possiedono una formazione specifica e provengono dalle liste curriculari – spiega il professor Filippo Dettori -, Nel frattempo, nel biennio 2023/2024 c’è stato un incremento del 26% degli studenti con disabilità, soprattutto intellettiva, ma anche con disturbi dell’apprendimento e dell’attenzione. Da tutti questi dati emerge chiaramente la necessità di fornire agli insegnanti strumenti di formazione adeguati e al passo con i tempi.»



















