Si apre a Cagliari domani 24 febbraio il progetto “Dalla Terra alla Tavola – I Cibi dei Centenari”, dedicato ai piatti unici della dieta sardo-mediterranea.
L’iniziativa, di respiro regionale, intende valorizzare il legame indissolubile tra salute, longevità e sviluppo territoriale. Promossa dalla collaborazione tra Confesercenti Sardegna e Comunità Mondiale della Longevità, con il sostegno dell’Assessorato al Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Sardegna, l’evento mira a trasformare le eccellenze della filiera agropastorale e gastronomica dell’Isola in leve strategiche per l’economia, con l’obiettivo di intercettare i segmenti in forte espansione del turismo esperienziale e rigenerativo, offrendo al mondo non solo un prodotto, ma un vero modello di vita.
L’incontro è concepito come una piattaforma economico-culturale per creare un terreno di dialogo tra diverse generazioni. Il progetto coinvolge attivamente produttori locali, operatori del settore turistico- commerciale e studenti – i futuri custodi del patrimonio isolano – per costruire una consapevolezza collettiva sul valore della Sardegna, riconosciuta come una delle cinque Blue Zone al mondo.
I lavori inizieranno alle ore 10.00 con i saluti istituzionali di: Franco Cuccureddu, assessore regionale del Turismo, Artigianato e Commercio.
Seguiranno gli interventi di: Roberto Pili, presidente della Comunità Mondiale della Longevità; Roberto Bolognese, presidente di Confesercenti Sardegna.
A seguire, un panel multidisciplinare con: Paolo Usai (Gastroenterologo), Andrea Deledda (Nutrizionista), Donatella Petretto (Psicologa, UniCa), Francesco Sanna (Agenzia Laore), Flavio Cabitza (Presidente Identità Ogliastrina), Giuseppe Izza (Agronomo), Maria Carta (Chef) e Alessandro Pitzianti (Operatore turistico).
«Questo progetto valorizza la cultura dell’alimentazione sardo-mediterranea, un modello originale che promuove salute e longevità – spiega Roberto Pili – e che può diventare uno straordinario motore di sviluppo per le aree interne e un magnete per il turismo rigenerativo. La sfida è rendere produttori, operatori e, soprattutto,i giovani consapevoli di questa ricchezza, trasformandoli in ambasciatori orgogliosi di un patrimonio identitario unico.»
Roberto Bolognese aggiunge: «Valorizzare il cibo identitario significa rafforzare le imprese locali e sostenere le filiere corte. Raccontare l’autenticità della Sardegna significa offrire al mercato globale un modello di benessere capace di generare valore economico e sociale».
La mattinata si concluderà con una degustazione guidata dei prodotti tipici e dei “piatti unici” della dieta sardo-mediterranea, esempio concreto di come la tradizione culinaria possa farsi nutrimento per la vitalità delle persone e strumento di marketing territoriale.









