La IX Assemblea Elettiva della Cia – Agricoltori Italiani di Cagliari – Sud Sardegna ha eletto Fernando Atzeni, imprenditore agricolo, presidente provinciale dell’organizzazione. Fernando Atzeni succede a Matteo Frau, a cui l’Assemblea ha tributato pieno consenso e un sentito ringraziamento per il lavoro svolto durante il suo mandato.
Nel corso dell’Assemblea sono stati eletti i nuovi organismi dirigenti provinciali e sono stati approvati i documenti programmatici nazionale e provinciale, che affrontano le questioni emergenziali e di prospettiva del comparto agricolo sardo.
Nello specifico, il documento programmatico provinciale ha sottolineato i seguenti aspetti: Crisi idrogeologica in Sardegna: l’Assemblea CIA denuncia danni ingenti e chiede lo stato di calamità.
L’Assemblea della CIA – Agricoltori Italiani di Cagliari-Sud Sardegna lancia un grido d’allarme sullo stato di grave emergenza in cui versano le campagne sarde, duramente colpite da eventi calamitosi. Le intense turbolenze e le piogge incessanti di gennaio e febbraio hanno provocato distruzioni e dissesti idrogeologici su tutto il territorio regionale.
Campi devastati e agricoltura in ginocchio
La situazione sui terreni agricoli è drammatica: i campi sono attualmente impraticabili, rendendo impossibili le lavorazioni e i nuovi impianti necessari per le produzioni primaverili. Le colture in essere risultano devastate, con fenomeni di marcescenza che ne hanno compromesso la totalità. Una crisi che non risparmia la serricoltura, piagata da malattie fungine e virosi.
Gli agricoltori sottolineano come l’alternanza negli anni di siccità e piogge violente, conseguenza dei cambiamenti climatici, abbia messo a dura prova la tenuta delle aziende agricole e zootecniche dell’Isola.
Appello unanime alle Istituzioni
Di fronte a questa emergenza, la CIA ribadisce la necessità che tutti gli attori – Istituzioni, Comuni, Province, Regione, parti sociali e sindacati – si uniscano per chiedere all’unisono l’accertamento dei danni e la rapida approvazione dei decreti per il riconoscimento dello stato di calamità naturale.
Si rendono urgenti la definizione e lo stanziamento di risorse (regionali, nazionali e comunitarie) che consentano di coprire tempestivamente i danni subiti dalle aziende e dai territori. I danni sono stimati come ingenti, e altrettanto ingenti dovranno essere le risorse necessarie.
Contesto economico e perdita di reddito
La crisi idrogeologica si innesta su un contesto economico e sociale già precario, segnato da difficoltà finanziarie, calo dei redditi agricoli, e un aumento esponenziale dei costi di produzione (concimi, sementi, gasolio, energia elettrica). La mancanza di chiare e incisive politiche economiche ha aggravato il quadro, con la conseguente progressiva perdita di reddito per gli agricoltori, spesso non adeguatamente percepita a livello istituzionale.
Si denuncia, inoltre, l’allargamento del divario tra i prezzi corrisposti alla fonte ai produttori e quelli finali pagati dai consumatori, una distorsione che mette a rischio chiusure e abbandoni nel settore.
Per una svolta nelle politiche agricole
L’organizzazione agricola invoca una svolta straordinaria nelle politiche del settore per rilanciare lo sviluppo delle campagne. La crisi, si evidenzia, coinvolge in modo trasversale tutti i comparti: dal suinicolo all’ovi-caprino, dal bovino al cerealicolo, dall’ortofrutta al vitivinicolo.
La CIA si dichiara convinta della necessità di promuovere una “nuova agricoltura”, basata su un patto che leghi il protagonismo degli agricoltori alla collettività rurale, in funzione di una nuova e sostenibile fase di sviluppo.











