Il Centro Studi Agricoli, preso atto dei gravissimi ritardi nei pagamenti della PAC, quantificabili in oltre 130 milioni di euro non ancora corrisposti da parte di Argea e dei ritardi degli indennizzi da parte agenzia Laore,alle aziende agricole sarde a causa di inefficienze e burocrazia regionale, denuncia una situazione ormai insostenibile per il comparto primario.
A questa emergenza si sommano l’aumento incontrollato dei costi di produzione – concimi e gasolio agricolo su tutti – e il mancato pagamento degli indennizzi, in particolare quelli legati alla siccità nella Nurra, che continuano a rimanere bloccati. Il quadro complessivo è quello di una crisi profonda e strutturale, che sta mettendo in ginocchio migliaia di aziende agricole e zootecniche.
Preso atto che i ritardi PAC rappresentano oggi il nodo centrale di una crisi più ampia dell’intero comparto agricolo regionale, il Centro Studi Agricoli annuncia una mobilitazione generale qualora entro lunedì 30 marzo non venga firmato il decreto di pagamento PAC.
La mobilitazione sarà articolata in due fasi:
1. Prima fase: l’invio, da parte di migliaia di agricoltori e allevatori, di una lettera di protesta via e-mail all’indirizzo istituzionale dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura, per chiedere lo sblocco immediato dei pagamenti.
2. Seconda fase: qualora entro 10 giorni la situazione non venga risolta, si procederà con la organizzazione di occupazione dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura.
La situazione è grave, i mercati sono instabili, i costi aumentano e nessuno sembra accorgersi di ciò che sta accadendo nelle campagne sarde. Non possiamo restare in silenzio. Abbiamo un obbligo morale, come associazione agricola sarda, di difendere con tutte le forze i nostri agricoltori e allevatori. Il tempo delle passerelle è finito.
Tore Piana
Presidente del Centro Studi Agricoli





