Esiste un confine sottile dove la chimica del cervello incontra la forza dei legami affettivi, un territorio in cui l’abuso di sostanze smette di essere un dato clinico per trasformarsi in un ostacolo al diritto di essere padri e madri. Per esplorare questo delicato equilibrio, il prossimo 13 aprile, a partire dalle 10.30, nella sala Conferenze della Caserma Agenti della Casa Circondariale di Uta, il professor Gianluigi Gessa terrà il seminario dal titolo “Gli effetti neurofisiologici delle droghe sui cambiamenti comportamentali e le loro ricadute sulla genitorialità e sulle relazioni familiari”. La partecipazione all’incontro è gratuita, su prenotazione, fino al raggiungimento della capienza. Iscrizioni al link https://forms.gle/
I lavori si apriranno con i saluti istituzionali del Direttore della Casa Circondariale di Uta, Pietro Borruto, seguiti dagli interventi di Elenia Carrus, rappresentante della cooperativa Elan, capofila del progetto e di Ugo Bressanello, rappresentante dell’associazione Exmè & Affini, responsabile dell’organizzazione del seminario.
La lezione di Gianluigi Gessa analizzerà come le alterazioni cerebrali indotte dalle droghe impattino sulla capacità di cura e sulla gestione delle emozioni, offrendo strumenti concreti per interpretare le difficoltà relazionali dei genitori detenuti. In un’ottica di inclusione e sostenibilità sociale, il seminario ribadisce che comprendere la biologia del comportamento è il primo passo per ricostruire un ponte verso il benessere dei figli minori, garantendo loro il diritto a una presenza genitoriale consapevole e affettivamente presente, nonostante le mura del carcere.










