La Sardegna migliora la propria posizione nel Welfare Italia Index 2025, l’indice elaborato dal think tank promosso dal Gruppo Unipol con The European House – Ambrosetti, attestandosi al secondo posto tra le regioni del Mezzogiorno e al sedicesimo a livello nazionale.
Il rapporto analizza due dimensioni: la capacità di investimento nel sistema di welfare e l’impatto concreto di queste risorse sulla qualità della vita dei cittadini. Sul fronte della spesa, la Sardegna raggiunge 78,1 punti, collocandosi al tredicesimo posto in Italia e distinguendosi per alcune scelte nette: è prima nel Paese per spesa in protezione sociale, con l’1,57% del PIL regionale, seconda per investimenti nelle politiche del lavoro, sesta per spesa sanitaria pro capite e settima per istruzione e formazione.
I dati evidenziano anche i primi effetti sul piano strutturale. La dispersione scolastica si riduce dal 17,3% al 14,5%, il tasso dei giovani NEET scende dal 22,8% al 20,3% e migliora anche il dato sugli inattivi, che porta la Sardegna al quindicesimo posto nazionale.
«Questi numeri confermano che la direzione è quella giusta. Abbiamo scelto di investire in modo mirato su protezione sociale, lavoro, sanità e istruzione e i primi risultati iniziano a vedersi nella vita delle persone – dichiara la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde -. Non è un punto di arrivo. Restano divari da colmare, a partire dall’occupazione femminile, ma questo risultato dimostra che con una programmazione mirata si possono ottenere cambiamenti concreti.»
La presidente Alessandra Todde ha inoltre rivolto un ringraziamento alla Giunta e agli Assessorati regionali per il lavoro svolto: «Dietro questi dati c’è un impegno quotidiano che sta dando risultati misurabili e che continueremo a portare avanti con determinazione».









