Omaggio a Domenico Modugno con “Nel Blu / avere tra le braccia tanta felicità”, uno spettacolo di e con Mario Perrotta, in scena con Vanni Crociani (pianoforte e fisarmonica), Giuseppe Franchellucci (violoncello) e Massimo Marches (chitarra e mandolino), con la collaborazione alla regia di Paola Roscioli (produzione Permar / Compagnia Mario Perrotta e Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale). Sulle note di canzoni indimenticabili, tenere, ironiche e poetiche Mario Perrotta racconta la storia dell’artista che ha saputo racchiudere in una melodia un sogno di felicità: «un uomo di una terra dimenticata da Dio – quella Puglia che sarebbe rimasta alla periferia del regno ancora per decenni… – che parte all’avventura per “fare l’attore” e si ritrova, dopo pochi anni, a insegnare a tutto il mondo a “volare”; apre la bocca e trascina via con un urlo irrefrenabile ogni residuo fosco del dopoguerra».
Un intrigante ritratto del poliedrico attore e cantante di Polignano a Mare con “Nel Blu”, in cartellone giovedì 9 aprile, alle 21.00, al Teatro Civico “Gavì Ballero” di Alghero, venerdì 10 aprile, alle 21.00, al Cine/Teatro “Olbia” di Olbia, sabato 11 aprile, alle 21.00, al Teatro San Bartolomeo di Meana Sardo, domenica 12 aprile, alle 20.30, al Teatro Comunale “Akinu Congia” di Sanluri e infine lunedì 13 aprile alle 20.30 al Teatro Massimo di Cagliari (per la rassegna Il Terzo Occhio) sotto le insegne della Stagione di Prosa del CeDAC Sardegna.
Sullo sfondo dell’Italia degli Anni Cinquanta e Sessanta, nel periodo del boom economico, Domenico Modugno inizia la sua carriera tra cinema e teatro, trasmissioni radiofoniche e incisioni discografiche, e dopo la vittoria al Festival di Sanremo con “Nel blu dipinto di blu” la sua fama giunge fin oltre oceano: «Io voglio cantare la felicità – afferma il cantautore pugliese -. Anche se non esiste, mi voglio illudere che esista, devo credere che esista». Un’antologia di brani celebri e altri meno noti, riarrangiati ed eseguiti dal vivo dai tre musicisti, fa da colonna sonora al «racconto di un’esistenza guascona e testarda», in cui Mario Perrotta rievoca la figura di un artista indimenticabile, dotato di grande carisma e talento, tra i difficili esordi e il successo internazionale, cercando di restituire la profonda umanità e la sensibilità di uno dei padri della musica leggera, ambasciatore dell’Italia nel mondo.
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