L’Università di Cagliari si conferma punto di riferimento a livello nazionale nel campo della farmacogenetica grazie al contributo diretto di due docenti dell’Ateneo: Matteo Floris, docente associato di Genetica Medica e coordinatore del Gruppo di Lavoro Farmacogenetica della Società Italiana di Genetica Umana (SIGU), e Alessio Squassina, docente associato di Farmacologia e responsabile del Laboratorio di Farmacogenomica dell’Ateneo, attivamente coinvolto nelle collaborazioni con la Società Italiana di Farmacologia (SIF).
I due professori hanno coordinato il network che ha portato alla realizzazione della prima mappatura nazionale dei laboratori di farmacogenetica. L’indagine, condotta su 49 strutture italiane e pubblicata sull’European Journal of Human Genetics, evidenzia una crescente diffusione dei test farmacogenetici – in particolare in ambito oncologico – ma anche significative disomogeneità territoriali tra Nord e Centro-Sud.
«Grazie ai risultati di questo studio – affermano i due docenti – è possibile ora avere un quadro chiaro della diffusione di questi test sul territorio italiano: una informazione necessaria per programmare correttamente le politiche sanitarie. Sono già infatti in corso interlocuzioni con il Parlamento per progettare le azioni risolutive. Dall’indagine sono emersi due aspetti importanti: 1. un deficit normativo, che chiama alla rivisitazione di norme ormai obsolete sulla rimborsabilità di questi test, la cui esecuzione è per certi farmaci necessaria prima della somministrazione (soprattutto in ambito oncologico); 2. l’esistenza di un evidente divario Nord-Sud, che crea disparità di accesso ai test nel territorio.»
Questi risultati sono stati presentati nei giorni scorsi presso il Senato della Repubblica, nel corso di un confronto istituzionale che ha coinvolto rappresentanti del mondo scientifico e delle istituzioni sanitarie, contribuendo a rafforzare il dialogo sull’integrazione della farmacogenetica nel sistema sanitario.
L’analisi rappresenta una base strategica per il dialogo con l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e il Ministero della Salute, con l’obiettivo di favorire l’inserimento dei test farmacogenetici nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e garantire un accesso equo alla medicina personalizzata su tutto il territorio nazionale.
In questo contesto, la farmacogenetica si conferma una leva fondamentale per migliorare la sicurezza dei pazienti, ottimizzare l’efficacia delle terapie e ridurre i costi legati a trattamenti inefficaci o reazioni avverse.
L’impegno dei professori Floris e Squassina testimonia l’eccellenza dell’Università di Cagliari nella ricerca genomica e la sua capacità di contribuire in modo determinante allo sviluppo della medicina di precisione in Italia.








