Cinema, musica, laboratori, libri e dibattiti. A Ghilarza è ricchissimo il programma della Settimana Gramsciana che sabato 25 e domenica 26 aprile ricorderà i cento anni dal Nobel a Grazia Deledda con l’anteprima del film “Quasi Grazia” di Peter Marcias e la conferenza dello storico Giuseppe Cospito, celebrerà la Festa della Liberazione con un tour reading per le vie del paese e affronterà il tema della rieducazione in carcere con un convegno a cui parteciperà anche la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde. Non mancheranno poi le presentazioni delle novità editoriali dedicate all’intellettuale sardo, con i libri “Antonio Gramsci: lettere a Ghilarza” e “Il romanzo popolare musicato. Gramsci e la musica” di Felice Todde, un laboratorio per i più piccoli con l’illustratrice Eva Rasano e il concerto “Il flauto e il pianoforte tra Romanticismo e Novecento” a cura della Scuola Civica di Musica Guilcier Barigadu.
Cento anni fa il Nobel a Grazia Deledda segnava uno spartiacque nella storia dell’isola. La vicenda umana della scrittrice di Nuoro rivive ora nel film del regista di Peter Marcias “Quasi Grazia” che, dopo la proiezione lo scorso dicembre all’Isre di Nuoro, verrà proiettato a Ghilarza per la sua prima anteprima regionale, in attesa dell’uscita ufficiale nelle sale prevista per il 7 maggio in Sardegna e il 14 in tutta Italia. L’appuntamento è per sabato 25 aprile, alle 21.00, al Cinema Joseph, con ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Prima della proiezione il regista dialogherà con Antonello Carboni.
Tratto dal romanzo di Marcello Fois, “Quasi Grazia” racconta tre momenti cruciali della vita della scrittrice: l’arrivo inaspettato di sua madre da Nuoro, le ore prima in cui vince il premio piú prestigioso al mondo e gli attimi in cui un dottore la guarda negli occhi per trovare parole che non facciano troppo male. A interpretare Grazia Deledda, tre attrici del calibro di Irene Maiorino, Laura Morante e Ivana Monti. Il film di Peter Marcias non è solo un omaggio alla scrittrice, ma una riflessione su cosa significhi essere artisti fuori luogo, su come la creazione possa essere insieme salvezza e condanna. La scelta di concentrarsi su tre momenti specifici piuttosto che su una cronologia completa permette di mostrare come fino all’ultimo Grazia Deledda abbia cercato di trasformare il dolore in parola, di dare forma al caos dell’esistenza.
La proiezione sarà preceduta alle 18.00 alla Torre Aragonese da una conferenza dello storico dell’Università di Pavia e direttore scientifico della Settimana Gramsciana Giuseppe Cospito. “Antonio Gramsci e Grazia Deledda, un incontro mancato” sarà il tema del suo intervento, che cercherà di dare risposta a un quesito: perché Gramsci non ha mai citato nelle sue opere la scrittrice nuorese?
Sabato 25 aprile la Settimana Gramsciana celebrerà la Festa della Liberazione con due appuntamenti. Alle 11 dalla Torre Aragonese partirà “25 aprile con Gramsci”, un tour reading per le vie di Ghilarza con Maurizio Pretta, Ornella Piroddi e Giacomo Casti, che andrà alla scoperta dei luoghi più cari all’intellettuale e scrittore. Attraverso letture, racconti, aneddoti e riflessioni, si ricorderà la sua vita a Ghilarza e il suo impegno contro la dittatura. Un momento per festeggiare la ritrovata libertà.
“Antonio Gramsci: lettere a Ghilarza 1908-1934” è invece il titolo del volume edito da Iskra e che alle 17 verrà presentato alla Torre Aragonese. In dialogo con il giornalista Gianluca Atzori, a raccontare il rapporto che l’intellettuale aveva con il suo paese saranno lo studioso Luigi Manias e Alessandra Marchi, docente presso il Dipartimento di scienze politiche e sociali dell’Università di Cagliari, in un incontro collaborazione con l’Associazione per Antonio Gramsci di Ghilarza. Con le note introduttive di Alessio Panichi, il libro ci propone la dimensione più umana di Gramsci invitandoci a riflettere sulla forza della famiglia, sulla resilienza e sulla passione per la giustizia, senza mai perdere di vista le sue radici e i suoi affetti più cari.
Di Anto io Gramsci sono note in tutto il mondo le “Lettere dal carcere”, e di carcere parleranno sempre domenica 26, alle 17.30 in un dibattito dedicato al tema della rieducazione l’editrice Elvira Zaccagnino e il curatore Fabio Fornasari, promotori nel carcere pugliese di Turi (lo stesso di dove fu recluso Gramsci) di una speciale edizione tattile prodotta dai detenuti de “L’albero del riccio”. All’incontro interverranno anche la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, insieme al Garante delle persone detenute della provincia di Oristano Paolo Mocci e a quella regionale, Irene Testa, in dialogo con il giornalista Vito Biolchini.
La serata si concluderà alle 19.30 alla Torre Aragonese con concerto “Il flauto e il pianoforte tra Romanticismo e Novecento”, con Simona Fichera e Loredana Cabras al flauto traverso ed Elisabetta Steri al pianoforte, in collaborazione con la Scuola Civica di Musica Guilcier Barigadu.










