Una piccola rivoluzione nell’assistenza sanitaria sul territorio sta per essere varata con la prossima apertura delle Case e degli Ospedali di Comunità, strutture finanziate dal Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), parte di una programmazione di sistema che riguarda tutta la Regione, in coerenza con il Programma regionale di sviluppo.
A presentare lo stato di avanzamento dei lavori ai Sindaci dei distretti di Oristano e di Ghilarza-Bosa e, prossimamente, a quelli del distretto di Ales-Terralba, è stata la direttrice generale della Asl 5 Grazia Cattina, che nei giorni scorsi li ha incontrati a Oristano e Ghilarza nell’ottica di una chiara e trasparente condivisione del percorso: «Vogliamo dire ciò che si fa e fare ciò che si è detto», ha ribadito la direttrice.
Sette le Case della Comunità che a partire dalla scorsa settimana sono state progressivamente avviate e verificate da un Esperto Indipendente: due hub, rispettivamente a Oristano e Ghilarza, e cinque spoke, a Bosa, Laconi, Santu Lussurgiu, Samugheo, Tramatza. «Si tratta di un avvio che avviene su strutture ancora da completare – ha chiarito la direttrice della Asl Grazia Cattina – per cui l’attivazione dei servizi sarà progressiva e graduale».
Le strutture, a regime, ospiteranno equipe multiprofessionali, in fase di costituzione e organizzazione, composte da medici delle Cure primarie (Ascot, guardia medica, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali) infermieri di comunità, ostetriche, assistenti sociali, operatori socio-sanitari e amministrativi.
Da subito è garantita la presenza medica e gli ambulatori infermieristici nonché servizi come Cup (Centro Unico di Prenotazione), Pua (Punto Unico d’accesso), Adi (Assistenza Domiciliare Integrata), Punti Prelievo.
Gli ambulatori infermieristici rappresentano una delle innovazioni più significative in quanto saranno assicurate sia prestazioni infermieristiche sia attività di case management per la presa in carico dei pazienti con patologie croniche.
«La transizione dal vecchio al nuovo sistema è un’operazione complessa e articolata – ha sottolineato la manager della Asl 5 – con alcuni “nodi” ancora da sciogliere (si veda la vertenza degli MMG sul livello nazionale) che richiederà un certo periodo di tempo. Sono coinvolti molti professionisti, che dovranno interagire e lavorare in modo differente. Occorrerà organizzare, verificare, modificare: per questo è importante anche che ci siano segnalazioni tempestiva degli aspetti da correggere soprattutto da parte dei rappresentanti del territorio. Confidiamo che i vantaggi del nuovo sistema siano comunque evidenti per i cittadini nel breve periodo.»
«Il primo vantaggio delle Case della Comunità sarà dato dalla garanzia di una presenza medica h 24 nelle Case di Comunità hub e h 12 in quelle spoke, grazie al lavoro di squadra fra medici di famiglia o Ascot, specialisti e guardia medica. Il secondo vantaggio è che ai pazienti con patologie croniche è offerta la possibilità di una presa in carico da parte di case manager, infermieri di comunità che, se il paziente lo gradisce, potranno sostenerli nel percorso di gestione della propria patologia, fissando loro visite di controllo, esami e prelievi – ha spiegato la direttrice Grazia Cattina -. Abbiamo già iniziato a lavorare sulla presa in carico dei pazienti con diabete con complicato che nella provincia sono oltre 1.500. Proseguiremo quindi con i pazienti con diabete più problematici, oltre 4.500, poi quelli con cardiopatia e con broncopneumopatia cronica».








