«Siamo contrari alla privatizzazione, l’aeroporto deve rimanere un bene pubblico e non essere ceduto ai privati. La cooperazione si basa sulla mutualità, sul sostegno al territorio e sulla tutela del bene pubblico. Dare il nostro assenso alla cessione delle quote ai privati da parte della Camera di Commercio equivarrebbe a voltarci dall’altra parte. La nostra posizione ricalca pienamente la contrarietà espressa dalla Corte dei Conti.»
A dirlo è Fabio Onnis, presidente di Confcooperative provinciale Cagliari, in merito alla privatizzazione dello scalo cagliaritano e alle relative problematiche legate al trasporto aereo. L’associazione ha ottenuto per il prossimo quinquennio, insieme ad AGCI, il seggio della cooperazione all’interno del Consiglio della Camera di Commercio di Cagliari-Oristano, designando la vice presidente provinciale Katia Dessì.
«L’aeroporto di Cagliari-Elmas – prosegue – rappresenta una infrastruttura strategica per garantire il diritto alla mobilità dei cittadini, la competitività delle imprese e la coesione sociale a partire dalla continuità territoriale che con la privatizzazione correrebbe il rischio di passare sotto una gestione orientata prevalentemente al profitto delle logiche di mercato mettendo in secondo piano gli interessi della collettività.»
«Nel momento in cui si decidesse di portare avanti questo progetto nonostante il parere negativo della Corte dei Conti – sottolinea Fabio Onnis – il nostro voto all’interno della Camera di Commercio sarebbe contrario. Non si tratta di una posizione politica o personale, ma di un segnale chiaro sull’importanza di garantire la pubblica utilità e di fare un passo indietro rispetto alla privatizzazione dell’aeroporto di Cagliari in modo che l’istituzione pubblica non sia relegata ad un peso minimale.»
«Come rappresentanti e parti in causa – conclude il presidente di Confcooperative Provinciale Cagliari – auspichiamo che ci sia da parte di tutti la disponibilità alla trasparenza e al dialogo nel rivedere alcuni aspetti che vadano nella direzione di recepire le osservazioni della Corte dei Conti senza compromettere il controllo pubblico e l’efficienza del territorio.»










