Prima assemblea del Consorzio Industriale provinciale dell’Ogliastra con il tessuto produttivo del territorio. Un momento atteso: progetti, finanziamenti e prospettive di sviluppo per un’area che punta a costruire il proprio futuro industriale e portuale. Il presidente Marcello Ladu ha aperto i lavori: «Guardiamo al mare con coraggio».
Alessio Seoni, presidente della Provincia, ha sintetizzato lo spirito con cui il nuovo C.I.P.OG si è insediato: «Era un ente sempre in sofferenza. Abbiamo deciso di metterci le mani e la faccia». Il Consorzio conta 154 imprese attive nell’area industriale, 28 in quella portuale, oltre mille addetti.
Salvatore Corrias, consigliere regionale, ha messo sul tavolo i nodi strutturali. Lo spopolamento è una minaccia reale: senza infrastrutture adeguate il territorio non trattiene né lavoro né persone. Sul porto di Arbatax ha chiesto una società di gestione e la classificazione di autorità di sistema portuale. Ha definito «una barbarie» il fatto che la nave continui a partire alle tre di notte. Sul tavolo anche la fiscalità di vantaggio per attrarre nuovi insediamenti.
Tommaso Vincenzi, presidente di San Lorenzo Arbatax Srl e amministratore delegato di San Lorenzo, ha annunciato la realizzazione di un capannone aggiuntivo di 4.000 metri quadri per la produzione delle scocche delle imbarcazioni da 45 metri. San Lorenzo – quotata in borsa, tra i player più significativi della nautica di lusso mondiale – costruisce yacht a partire dagli 80 piedi. «Una fetta di tutto questo sta crescendo ad Arbatax», ha detto Tommaso Vincenzi.
Tutti i consorzi industriali sardi hanno ottenuto un finanziamento per le aree di riconversione produttiva. Ladu ha annunciato che per il C.I.P.OG significa il compendio delle aree ex Cartiera, in fase di acquisizione, chiudendo un accordo di programma aperto diciassette anni fa. Un nuovo tratto viario, ha aggiunto, collegherà le aree con il tessuto urbano.
Marcello Ladu ha illustrato anche la riqualificazione delle rotonde di accesso dalla SS 125 all’area industriale, per garantire l’uscita in sicurezza dei mezzi pesanti.Ladu ha illustrato anche la riqualificazione delle rotonde di accesso dalla SS 125 all’area industriale, per garantire l’uscita in sicurezza dei mezzi pesanti. I finanziamenti sono già stati recuperati. L’architetto Paolo Stochino ha descritto il progetto della nuova rotatoria, che collegherà quattro viabilità: verso Arbatax, verso il porto, verso l’area consortile e verso Tortolì. Fine lavori prevista per settembre 2027.
Sul fronte portuale sono in fase di realizzazione gli impianti di illuminazione e sicurezza. L’ingegner Andrea Ritossa ha illustrato il progetto per la nuova linea di alaggio: un bacino di 50 per 22 metri con un travel lift in grado di operare anche con barche a vela. Sostituirà il travel lift del 1996 e sarà il secondo in Sardegna per capacità di carico.
L’ingegner Serafino Rubiu ha presentato il revamping del depuratore consortile: riutilizzo delle acque reflue e recupero dei fanghi per la produzione di fertilizzante.
Francesco Murroni ha parlato di «aria buona» sul territorio: progetti in fase esecutiva, finanziamenti acquisiti, grandi eventi in arrivo.
Gli insediati hanno proposto di spostare la linea di varo sulla banchina di riva, per tutelare chi abita nella frazione limitrofa.
L’assessore regionale all’Industria Emanuele Cani ha rinnovato la propria solidarietà al presidente Ladu dopo l’attentato. Sul merito: i consorzi devono parlarsi, uniformare la governance, trovare regole di coordinamento condiviso. «Siamo disponibili a costruire un ruolo comune che comprenda tutti i consorzi», ha detto. L’obiettivo, ha spiegato, è una programmazione industriale regionale che parta da un vantaggio già esistente: un’isola al centro del Mediterraneo con consorzi affacciati su aree portuali, capace di attrarre grandi player nella nautica ad alto valore aggiunto. Un nodo resta aperto: la formazione. Senza lavoratori qualificati, gli investimenti rischiano di restare incompiuti.
In chiusura Marcello Ladu ha fatto il punto sui primi cinque mesi di governo del Consorzio. Il quadro ereditato era pesante: debiti da ripartire tra gli azionisti, aree occupate senza titolo, contratti di locazione non saldati. «Stiamo cercando di moralizzare la spesa pubblica», ha detto. L’obiettivo non è solo attrarre eccellenze: il C.I.P.OG deve funzionare da incubatore per nuove attività produttive, puntando sulla semplificazione burocratica. Lo statuto attuale andrà rivisto con un iter regionale. Una frase che vale come programma: «Stiamo lavorando per creare gli anticorpi necessari per fare lavorare bene chi verrà dopo di noi».












