Dal 12 al 16 giugno, Samassi ospita la prima edizione del festival internazionale di letteratura melting pot “Policromie – Intrecci e connessioni”. La manifestazione propone un nutrito calendario di incontri che mette insieme narrativa, saggistica divulgativa, giornalismo di inchiesta, fumetto, fotografia, cinema, danza, musica e cucina con autori e autrici provenienti da diverse parti del mondo: dall’Italia alla ex Jugoslavia, dall’Africa all’Oriente per arrivare fino al Sud America. Tra gli ospiti, Wu Ming 2, Matteo Meschiari, Renata Pepicelli, Elvira Mujčić, Majid Bita, Livia Apa.
Il Comune di Samassi punta sulla cultura con il Festival internazionale di letteratura melting pot Policromie, la cui prima edizione, organizzata in collaborazione con l’Associazione Internazionale Città della Terra Cruda, è in programma dal 12 al 16 giugno. L’evento è sostenuto interamente dall’amministrazione comunale, che ha scelto di investire in questo nuovo progetto, ideato dal direttore artistico Daniele Mocci, dal bibliotecario e progettista di eventi culturali Guido Carcangiu, dal giornalista Stefano Lamorgese e dal docente universitario Nicola Melis: «I fondi spesi in cultura sono sempre investiti bene – dichiara la sindaca di Samassi, Beatrice Muscas – e a questo festival destiniamo trentamila euro. Un importo pesante per un Comune come il nostro, ma non avendo ottenuto il finanziamento regionale, su cui contavamo, abbiamo deciso di investire comunque in un progetto che per noi è molto importante. Attraverso la cultura e la conoscenza si educano le persone a non avere timori o remore di fronte alla diversità, alla convivenza, alla solidarietà, all’aiuto reciproco. A Samassi sono presenti ben ventisette nazionalità, un fattore di estrema rilevanza se si vuole parlare di multiculturalità e di geografia umana che cambia. Di tutte queste nuove presenze siamo fieri e orgogliosi. Il festival Policromie si inserisce in questo contesto e ha l’obiettivo di creare spazi di incontro e confronto tra comunità. È uno scambio di culture e linguaggi, di motivazioni generazionali, di equità sociale e di genere».
Al centro del progetto vi è l’idea di considerare la letteratura come un ampio spettro di linguaggi, capace di aprirsi a una mescolanza virtuosa di storie e culture provenienti da diverse parti del mondo: dall’Italia alla ex Jugoslavia, dall’Africa all’Oriente fino al Sud America. «Per quanto Policromie sia di fatto un festival letterario, io preferisco pensarlo come un luogo di sosta temporanea e di incontro – spiega il direttore artistico Daniele Mocci -. Uno spazio fisico e mentale in cui diverse persone decidono di fermare il tempo per dialogare guardandosi negli occhi, prima di riprendere il cammino. L’obiettivo è mettere alcune questioni sul tavolo per ragionarci sopra in modo civile e documentato, riducendo a zero gli slogan che alimentano contrapposizioni fasulle e odi reali. Il festival non ha la pretesa di dare soluzioni ma vuole provare a capire, indagando sulle origini dei problemi contemporanei e non speculando sui loro effetti».
Il Festival si svolgerà in diversi luoghi dell’abitato, valorizzando quelli più confacenti alle serate o più suggestivi e idonei a rappresentare l’anima della comunità.











