L’ictus cerebrale rappresenta ancora oggi una delle principali cause di morte e disabilità nel mondo occidentale. In Italia costituisce la prima causa di disabilità acquisita nell’adulto e una delle principali cause di istituzionalizzazione, con un impatto sanitario, sociale ed economico particolarmente rilevante.
Per affrontare queste sfide, il prossimo 5 giugno l’Aula Magna della Facoltà di Medicina dell’Università di Sassari ospiterà il congresso “Rete Stroke: dal territorio al ritorno sul territorio”, promosso dalla Ssd Stroke Unit dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari e dedicato all’analisi dell’intero percorso assistenziale del paziente con ictus.
L’iniziativa riunirà neurologi, neuroradiologi, medici dell’emergenza-urgenza, specialisti della riabilitazione, infermieri e professionisti sanitari provenienti da diversi ambiti clinici, con l’obiettivo di approfondire le più recenti innovazioni nella gestione dell’ictus ischemico acuto e il ruolo strategico della rete integrata dell’assistenza.
«Oggi il trattamento dell’ictus richiede una presa in carico rapida, multidisciplinare e altamente integrata – afferma Alessandra Sanna, responsabile scientifica dell’evento e direttrice della SSD Stroke Unit dell’Aou di Sassari -. Ogni minuto può fare la differenza nella possibilità di salvare tessuto cerebrale e ridurre la disabilità residua. Questo congresso nasce proprio con l’obiettivo di rafforzare il dialogo e la collaborazione tra tutti i professionisti coinvolti nella rete assistenziale, dal territorio all’ospedale, fino alla fase riabilitativa e al ritorno del paziente nella propria comunità.»
Nel corso degli ultimi anni l’evoluzione delle terapie tempo-dipendenti, l’introduzione di nuovi farmaci trombolitici, il consolidamento delle tecniche di trombectomia meccanica e l’ampliamento delle finestre terapeutiche hanno radicalmente modificato la prognosi dell’ictus ischemico. Fondamentale, tuttavia, resta l’efficienza organizzativa della Rete Stroke, dalla fase di allarme territoriale all’accesso in Pronto soccorso, dalla Stroke Unit fino al follow-up e al reinserimento del paziente nel territorio.
Il congresso si articolerà in cinque sessioni scientifiche dedicate ai principali snodi della rete assistenziale. La prima sessione, “Allarme e accesso alla rete ictus”, moderata da Paolo Pinna Parpaglia, Veronica Piscedda e Alessandra Sanna, approfondirà il ruolo del 118 e del Pronto soccorso nella gestione tempo-dipendente dell’ictus, con gli interventi di Maria Franca Puggioni, Elia Giangrande e Bastianina Zanda.
La seconda sessione sarà invece dedicata a “Imaging e rivascolarizzazione”, con moderatori Federico Fusaro, Aldo Pischedda e Roberta Ravenni. Si parlerà delle nuove frontiere dell’imaging nell’ictus acuto, di trombolisi evolutiva e delle più innovative tecniche endovascolari, con relazioni affidate a Salvatore Mangiafico, Francesca Pezzella, Maria Cristina Fancello e Federico Schirru.
La terza sessione sarà incentrata sull’eziologia dell’ictus e sulla corretta classificazione dei sottotipi per orientare il percorso terapeutico, con interventi di Jessica Moeller e Maria Luisa Zedde, moderati da Gianni Cossu e Angelo Pirisi.
Nel pomeriggio spazio alla gestione delle complicanze e alla sicurezza clinica, con la sessione moderata da Sabino Luzzi, Stefania Milia e Antonella Sanna. Marina Marongiu approfondirà il deterioramento neurologico precoce e le complicanze critiche, Cristina Piana il ruolo dell’infermiere nella sorveglianza clinica avanzata, mentre Paola Murgia interverrà sul tema della donazione degli organi.
Chiuderà i lavori la sessione dedicata alla riabilitazione e al recupero funzionale, moderata da Gildo Motroni e Paolo Solla, con una relazione di Silvia Posadinu sulla neuro-riattivazione precoce e sull’ottimizzazione della finestra di recupero funzionale.
La direttrice sanitaria dell’Aou di Sassari, Lucia Anna Mameli, sottolinea il valore strategico della rete tempo-dipendente: «L’ictus rappresenta una delle grandi sfide della sanità moderna e richiede modelli organizzativi capaci di garantire tempestività, appropriatezza e continuità assistenziale. L’Aou di Sassari continua a investire nella qualificazione della rete Stroke, nell’innovazione clinica e nella formazione dei professionisti, con l’obiettivo di offrire ai cittadini percorsi di cura sempre più efficaci e sicuri».











