Lunedì 8 giugno alle ore 16.30, presso Casa Saddi a Cagliari, andrà in scena “Amica Ombra”, spettacolo conclusivo del progetto SDIT – Self Determination and Inclusion by Theatre, promosso da Diversamente OdV in collaborazione con Il Crogiuolo.
Lo spettacolo rappresenta l’esito finale di un percorso che mette al centro le persone autistiche, le loro capacità, i loro desideri e il loro diritto a partecipare pienamente alla vita culturale e sociale della comunità.
SDIT è nato come progetto europeo dalla collaborazione tra organizzazioni di diversi Paesi e che vede Diversamente OdV tra i partner internazionali. Il progetto si fonda sulla convinzione che il teatro possa rappresentare uno straordinario strumento di autodeterminazione, crescita personale, partecipazione e inclusione sociale.
Nel corso degli anni il laboratorio ha coinvolto persone autistiche nei diversi ruoli del fare teatrale, non soltanto come attori ma anche come autori, collaboratori, tecnici e protagonisti attivi di un processo creativo condiviso. L’obiettivo non è semplicemente realizzare uno spettacolo, ma creare opportunità concrete di espressione, relazione, apprendimento e cittadinanza.
Grazie alla consolidata collaborazione con Il Crogiuolo e all’accoglienza di Casa Saddi, SDIT è diventato negli anni uno spazio stabile nel quale le persone autistiche possono sperimentarsi, sviluppare competenze, costruire relazioni significative e trovare un luogo nel quale sentirsi riconosciute e valorizzate.
“Amica Ombra” affronta con delicatezza temi profondi e universali come il ricordo, l’assenza, il cambiamento e la permanenza dei legami affettivi. Attraverso il linguaggio teatrale i ragazzi hanno potuto dare voce a emozioni, pensieri ed esperienze che appartengono a tutti noi, trasformandoli in una narrazione collettiva capace di coinvolgere e far riflettere il pubblico.
«Da diversi anni il teatro rappresenta per i nostri ragazzi un’importante opportunità di crescita personale e sociale – dichiara Pierangelo Cappai, presidente di Diversamente OdV -. SDIT ci ha insegnato che l'inclusione non consiste nel creare spazi separati, ma nel costruire contesti nei quali ogni persona possa partecipare, esprimersi e contribuire con le proprie caratteristiche. Il teatro diventa così un luogo di incontro autentico, nel quale le differenze non vengono nascoste ma riconosciute come una ricchezza per tutta la comunità.»











