Si sono concluse con una straordinaria partecipazione di popolo, le celebrazioni per il Corpus Domini a Stintino, protagoniste di una giornata storica sospesa tra fede, identità e memoria ritrovata. Dopo circa cinquant’anni dall’ultima celebrazione religiosa, la chiesetta dei pescatori della Tonnara Saline ha infatti riaperto ufficialmente le sue porte ai fedeli, regalando alla comunità stintinese e ai suoi nuovi abitanti un momento di altissima commozione.
L’antico edificio sacro, di proprietà del comune di Stintino, custodisce le radici più profonde del territorio. Un tempo l’economia locale ruotava interamente attorno alla Tonnara e al duro lavoro di generazioni di uomini e donne dediti alla pesca e all’inscatolamento del tonno.
Oggi lo scenario economico è radicalmente mutato: le rotte dei tonni sono cambiate e l’antica struttura produttiva si è trasformata in un vivace villaggio turistico. Tuttavia, il mutamento economico non ha cancellato il passato; al contrario, ha dato vita a una nuova e sorprendente forma di devozione e appartenenza.
Proprio nel giorno del Corpus Domini, la tradizione voleva che il rito sacro si unisse a una grande festa di popolo, capace di fondere le due anime del territorio: il mare e la terra. Un legame profondo che ieri è finalmente tornato a vivere grazie all’incontro tra la memoria storica e la comunità attuale.
Oggi i proprietari delle case del villaggio turistico sentono un viscerale senso di appartenenza a questo luogo e hanno colto l’importanza cruciale di conservare l’antica memoria della chiesetta. Per questo motivo, i residenti si sono uniti in un’associazione dedicata espressamente alla salvaguardia e alla valorizzazione della chiesa, diventando i nuovi custodi di una storia millenaria.
È stato straordinario ed emozionante vedere come lo spirito di appartenenza e il proseguimento della storia abbiano contagiato anche chi, fino a oggi, non aveva mai fatto parte di questa tradizione, unendo vecchi e nuovi frequentatori di Stintino in un unico grande abbraccio culturale.
«La riapertura al culto della chiesetta delle Saline rappresenta un atto di profondo rispetto per la nostra storia e un omaggio doveroso alle generazioni che ci hanno preceduto edificando l’identità di Stintino – ha dichiarato la sindaca, Rita Limbania Vallebella -. Vedere la nostra comunità, arricchita oggi dai proprietari del villaggio e dalla loro neonata associazione, riappropriarsi con così tanta emozione di questo luogo del cuore dopo mezzo secolo di silenzio, è un momento che tocca l’anima di tutti noi. Come amministrazione abbiamo voluto fortemente questa restituzione prima ancora dei lavori di restauro strutturale, perché la memoria e la devozione dei cittadini, vecchi e nuovi, non potevano più attendere.»










