D’ora in avanti, chiunque varcherà la soglia di Stintino si troverà davanti, come primo benvenuto, l’anima stessa del borgo. Al centro della rotatoria d’ingresso, un antico gozzo in legno restaurato accoglie residenti e visitatori: non un semplice elemento di arredo urbano, ma una dichiarazione d’amore monumentale per il mare e per la propria storia. L’Amministrazione comunale ha voluto che l’accesso al paese non fosse solo un passaggio geografico, ma un impatto emotivo con le radici più profonde della comunità stintinese.
Dietro le linee armoniose di questa imbarcazione si nasconde un intreccio di generosità e memoria locale. Costruito dallo storico maestro d’ascia Peppe Benenati, il gozzo è legato a doppio filo al ricordo del compianto commercialista Giacomino Schiaffino. Un pezzo di storia familiare che oggi diventa patrimonio collettivo grazie al gesto dei comproprietari, il figlio Luca e la moglie Rita Zara, che ne hanno fatto dono alla cittadinanza.
Prima di svelarsi al pubblico, lo scafo ha ripreso vita attraverso un meticoloso restauro conservativo, curato dalle mani sapienti del maestro d’ascia Alessandro Polese e reso possibile dal supporto logistico di Nico Schiaffino, titolare della Se.Ma Servizi Marini.
Per esaltare la maestosità dell’opera, l’attuale Amministrazione ha voluto compiere una scelta filologica di grande valore, commissionando a Polese la realizzazione dell’albero e dell’antenna. Sebbene in origine il gozzo non fosse armato con questo tipo di velatura, lo scafo custodisce in sé le linee d’acqua tipiche della tradizione locale. Vederlo svettare con il suo armo tradizionale significa restituire alla barca la sua vocazione più autentica.
«Quest’opera diventa un vero e proprio monumento alla storia di Stintino – dichiara con orgoglio la sindaca, Rita Limbania Vallebella – un segno tangibile delle nostre radici e un doveroso omaggio alle generazioni di pescatori, maestri d’ascia e uomini di mare che hanno edificato l’identità della nostra comunità.»
Questa installazione non è un caso isolato, ma si connette idealmente al Porto Museo delle Vele Latine, inaugurato recentemente nel Porto Minori. Con questo nuovo tassello, Stintino si trasforma in un museo a cielo aperto, un luogo dove il passato non viene semplicemente ricordato, ma resta vivo, accogliendo il futuro con l’orgoglio intramontabile della sua cultura marinata.
In allegato la foto del gozzo nella parte centrale della rotatoria che porta al Parco Pineta.










