Grande notizia per la Bibliomediateca, Centro Culturale e Raccolta Museale dell’Accademia di Musica Sarda che entra nella mappa del patrimonio culturale digitale promossa dal Ministero della Cultura.
«Non è solo un riconoscimento istituzionale – spiegano dall’Accademia –. Significa che il nostro lavoro di raccolta, catalogazione e conservazione del patrimonio immateriale sardo fa ora parte, a pieno titolo, della rete nazionale della documentazione culturale digitale – accanto a chi in Italia custodisce e tutela la memoria del nostro Paese.»
«Dietro questo traguardo c’è un’idea precisa: un archivio non è un deposito statico. È un’infrastruttura viva, al servizio della comunità e della ricerca – proseguono dall’Accademia -. Il Fondo Pino Lai ne è l’esempio più chiaro: non semplicemente conservato, ma protetto attraverso operazioni complesse pensate per garantirne l’accessibilità nel tempo e la trasmissione alle generazioni future. Questo risultato appartiene a chi lo ha reso possibile: collaboratori, musicisti, famiglie che hanno affidato all’Accademia le proprie memorie. E conferma una cosa bellissima: un progetto culturale nato in un piccolo centro della Sardegna può dialogare, con pari dignità, con le grandi reti nazionali della conservazione del patrimonio.»
Antonio Caria










