Nel XXXIV anniversario della strage di via D’Amelio, si terranno due giornate di iniziative dedicate alla memoria di Emanuela Loi, prima donna della Polizia di Stato caduta in servizio, e di tutte le vittime della mafia.
Le commemorazioni prenderanno il via domenica 19 luglio, alle ore 10.00, presso il cimitero comunale, con la Santa Messa celebrata nella cappella cimiteriale, alla presenza delle autorità civili e militari. Al termine della funzione religiosa si svolgerà la deposizione delle corone commemorative presso la tomba di Emanuela Loi.
Le iniziative proseguiranno lunedì 20 luglio, alle ore 19.00, nell’aula consiliare del Comune, con l’incontro pubblico “Nel nome di Emanuela – La legalità come patrimonio della comunità”.
Dopo i saluti del sindaco di Sestu, Michele Cossa, e di Emanuela Loi, nipote della giovane agente di Polizia, interverranno il prefetto Bruno Corda, che affronterà il tema del riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata, il vicequestore aggiunto della Polizia di Stato in quiescenza Antonello Caria, con una riflessione sul valore della memoria come fondamento della democrazia costituzionale, e il Questore di Cagliari Rosanna Lavezzaro, che dedicherà il proprio intervento al sacrificio di Emanuela Loi quale testimonianza del servizio reso alle istituzioni e alla collettività. L’incontro sarà moderato dalla giornalista Alessandra Addari.
Alle ore 20.30 prenderà il via la Fiaccolata della Legalità, con partenza dal Palazzo comunale e arrivo al Parco della Legalità, dove è collocato il murale dedicato a Emanuela Loi. La manifestazione si concluderà con un momento di raccoglimento in memoria delle vittime della mafia e di quanti hanno sacrificato la propria vita al servizio delle istituzioni democratiche.
«Per Sestu – dichiara il sindaco Michele Cossa – ricordare Emanuela Loi significa custodire una parte importante della nostra memoria collettiva. Il suo esempio continua a parlare alle nuove generazioni e ci ricorda che la legalità non è un principio astratto, ma un impegno quotidiano che richiede responsabilità, coraggio e senso delle istituzioni. La memoria delle stragi mafiose del 1992 appartiene all’intero Paese e rappresenta un patrimonio civile che deve essere trasmesso con convinzione, affinché il sacrificio di Emanuela, di Paolo Borsellino e di tutte le vittime della mafia continui a generare coscienze libere e cittadini consapevoli.»
L’Amministrazione comunale invita tutta la cittadinanza a partecipare alle celebrazioni, nella convinzione che il ricordo delle vittime della mafia rappresenti non soltanto un doveroso omaggio, ma anche un rinnovato impegno a difesa della legalità, della giustizia e del bene comune.










