Entra nel vivo il percorso di attuazione del Comparto unico di contrattazione collettiva della Regione e degli enti locali della Sardegna con il primo atto concreto finalizzato alla piena armonizzazione giuridica ed economica del personale del sistema delle autonomie locali e della Regione.
L’Assessorato regionale degli Affari generali, Personale e Riforma ha trasmesso a tutti i Comuni della Sardegna, alle Unioni di Comuni, alle Comunità montane, alle Province e alla Città metropolitana la richiesta di rilevazione dei dati relativi alla consistenza del personale, alla spesa sostenuta e ai fondi destinati alle risorse decentrate.
L’acquisizione di queste informazioni costituisce il presupposto indispensabile per dare piena attuazione alla legge regionale n. 28 del 2025, che disciplina il percorso di graduale armonizzazione normativa ed economica tra il personale regionale e quello degli enti locali.
La rilevazione consentirà inoltre di definire i criteri di ripartizione dei 30 milioni di euro stanziati dalla Regione con la legge finanziaria 2026 per l’avvio del Comparto unico. I dati raccolti costituiranno la base tecnica sulla quale sarà avviata la contrattazione con le organizzazioni sindacali, chiamata a individuare le modalità di utilizzo delle risorse, valutando l’introduzione della quattordicesima mensilità per il personale degli enti locali oppure di una indennità di Comparto unico, quale primo concreto passo verso il progressivo allineamento del trattamento economico con quello del personale regionale.
“Non siamo davanti a un semplice adempimento amministrativo – dichiara l’assessore regionale degli Affari generali, Personale e Riforma, Sebastian Cocco – ma al primo atto concreto di una riforma attesa da molti anni. Grazie a questa rilevazione prende avvio il percorso che consentirà di distribuire i 30 milioni di euro già stanziati dalla Regione per valorizzare il personale degli enti locali e ridurre disparità che non sono più giustificabili. Sarà il tavolo della contrattazione a individuare lo strumento più idoneo, scegliendo tra la quattordicesima mensilità e l’indennità di Comparto unico, ma le risorse sono già disponibili e rappresentano un impegno concreto della Regione verso migliaia di lavoratrici e lavoratori. La rapidità con cui gli enti completeranno la rilevazione sarà determinante per consentire l’avvio della contrattazione e la conseguente ripartizione delle risorse. Per questo rivolgo un appello ai sindaci e a tutte le amministrazioni locali affinché trasmettano i dati nel più breve tempo possibile. Accelerare oggi significa consentire ai lavoratori di beneficiare prima delle risorse già stanziate dalla Regione.»
In attesa della definizione del primo contratto del Comparto unico Regione-Enti locali, la deliberazione della Giunta regionale n. 13/25 del 18 marzo 2026 ha già previsto la possibilità di avviare, attraverso il Comitato direttivo dell’ARANS, una prima contrattazione stralcio finalizzata a integrare il trattamento economico del personale dipendente e dirigente degli enti locali rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale delle Funzioni locali.
«Il nostro obiettivo – prosegue Sebastian Cocco – è ridurre progressivamente differenze che si sono consolidate nel tempo e valorizzare il lavoro svolto nei Comuni, nelle Unioni di Comuni, nelle Province e negli altri enti del territorio. Sono le amministrazioni più vicine ai cittadini e alle imprese, chiamate ogni giorno a rispondere a bisogni sempre più complessi, spesso con organici insufficienti e responsabilità crescenti. Rafforzare il personale significa rafforzare la capacità delle istituzioni di offrire servizi migliori.»
La rilevazione riguarderà, in particolare, la consistenza del personale e i dati di spesa relativi al 2026, le aliquote medie degli oneri riflessi e dell’IRAP riferite al 2025 e la consistenza del fondo delle risorse decentrate dello stesso anno. I moduli e i relativi vademecum per la compilazione sono disponibili sul sito istituzionale della Regione.
Gli enti dovranno trasmettere la documentazione, sottoscritta digitalmente, entro il 15 settembre 2026. La completezza e la tempestività dei dati saranno determinanti per rispettare il cronoprogramma della riforma e consentire l’avvio della fase contrattuale nei tempi programmati.
«Chiediamo a tutte le amministrazioni locali la massima collaborazione – conclude l’assessore – perché la qualità e la tempestività dei dati raccolti saranno decisive. Ogni giorno guadagnato nella fase di rilevazione ci consentirà di anticipare l’avvio della contrattazione e l’erogazione delle risorse destinate ai dipendenti degli enti locali. La Regione metterà a disposizione tutto il supporto tecnico necessario, ma è fondamentale che ciascun ente faccia la propria parte. Vogliamo trasformare una riforma attesa da anni in un risultato concreto per migliaia di lavoratrici e lavoratori e rafforzare, attraverso di loro, l’intero sistema delle autonomie locali della Sardegna.»
L’assessorato regionale degli Affari generali, Personale e Riforma garantirà assistenza durante tutta la fase di rilevazione attraverso una casella di posta elettronica dedicata e la pubblicazione di specifiche risposte alle domande più frequenti.










