Le ondate di calore stanno mettendo a dura prova la Sardegna. Nei Pronto soccorso aumentano gli accessi di anziani per disidratazione, malori cardiaci, polmoniti, ictus e altre patologie aggravate dalle alte temperature. Ma accanto all’emergenza sanitaria emerge una realtà ancora più drammatica: anziani soli che arrivano in ospedale perché non hanno più nessuno che possa assisterli. Medici di base in ferie, continuità assistenziale insufficiente, carenza di personale e posti letto che non bastano. In questo modo il Pronto soccorso finisce per diventare l’ultima risposta non soltanto all’emergenza sanitaria, ma anche alla solitudine, alla fragilità e alla povertà.
«Il caldo non può essere considerato una fatalità quando a pagare il prezzo più alto sono gli anziani soli, poveri e fragili – dichiara Enrico Rubiu, del Coordinamento Pensionati USB Sardegna -. Se una persona anziana arriva in Pronto soccorso perché non ha nessuno che possa assisterla, significa che il sistema territoriale ha fallito nella sua funzione principale: prevenire e prendere in carico la fragilità prima che diventi emergenza.»
La Regione ha approvato un piano contro il sovraffollamento dei Pronto soccorso, stanziato 3 milioni di euro per il personale e raggiunto, secondo i dati regionali, l’11,69% degli over 65 in assistenza domiciliare. Secondo il Coordinamento Pensionati USB Sardegna sono interventi che vanno nella direzione giusta.
«Ma chiediamo – prosegue Enrico Rubiu -: quanti anziani fragili vengono realmente cercati e assistiti prima di arrivare in ospedale? Non basta sapere quanti vengono curati quando stanno già male. Bisogna sapere quanti vengono intercettati, seguiti e assistiti prima che l’emergenza esploda.»
Per questo USB Pensionati chiede alla Regione Sardegna dati chiari e trasparenti sul numero degli anziani a rischio, sulle visite domiciliari effettuate, sugli accessi al Pronto soccorso riconducibili o aggravati dalle ondate di calore, sui tempi di permanenza sulle barelle, sui posti letto effettivamente disponibili e sulle dimissioni protette.
Il Coordinamento Pensionati USB Sardegna sottolinea che «serve un piano straordinario per il caldo che preveda più personale stabile nei servizi sanitari e sociali; il potenziamento dell’assistenza domiciliare, della medicina territoriale e della continuità assistenziale; più posti letto pubblici; servizi sanitari adeguati all’enorme aumento della popolazione presente in Sardegna durante la stagione estiva e un monitoraggio attivo degli anziani soli durante le ondate di calore. Servono interventi concreti contro la povertà energetica, perché nessun anziano deve essere costretto a scegliere tra acquistare il cibo, pagare la bolletta o accendere il condizionatore».
«Il caldo non può essere considerato una fatalità quando a pagare il prezzo più alto sono gli anziani soli, poveri e fragili – dichiara Enrico Rubiu, del Coordinamento Pensionati USB Sardegna -. Se una persona anziana arriva in Pronto soccorso perché non ha nessuno che possa assisterla, significa che il sistema territoriale ha fallito nella sua funzione principale: prevenire e prendere in carico la fragilità prima che diventi emergenza.»
La Regione ha approvato un piano contro il sovraffollamento dei Pronto soccorso, stanziato 3 milioni di euro per il personale e raggiunto, secondo i dati regionali, l’11,69% degli over 65 in assistenza domiciliare. Secondo il Coordinamento Pensionati USB Sardegna sono interventi che vanno nella direzione giusta.
«Ma chiediamo – prosegue Enrico Rubiu -: quanti anziani fragili vengono realmente cercati e assistiti prima di arrivare in ospedale? Non basta sapere quanti vengono curati quando stanno già male. Bisogna sapere quanti vengono intercettati, seguiti e assistiti prima che l’emergenza esploda.»
Per questo USB Pensionati chiede alla Regione Sardegna dati chiari e trasparenti sul numero degli anziani a rischio, sulle visite domiciliari effettuate, sugli accessi al Pronto soccorso riconducibili o aggravati dalle ondate di calore, sui tempi di permanenza sulle barelle, sui posti letto effettivamente disponibili e sulle dimissioni protette.
Il Coordinamento Pensionati USB Sardegna sottolinea che «serve un piano straordinario per il caldo che preveda più personale stabile nei servizi sanitari e sociali; il potenziamento dell’assistenza domiciliare, della medicina territoriale e della continuità assistenziale; più posti letto pubblici; servizi sanitari adeguati all’enorme aumento della popolazione presente in Sardegna durante la stagione estiva e un monitoraggio attivo degli anziani soli durante le ondate di calore. Servono interventi concreti contro la povertà energetica, perché nessun anziano deve essere costretto a scegliere tra acquistare il cibo, pagare la bolletta o accendere il condizionatore».






