Quale futuro per l’artigianato sardo? Come si conservano e si trasmettono saperi sedimentati nel tempo senza rinunciare alla ricerca, al progetto e alla capacità di confrontarsi con il presente? E quali strumenti sono necessari perché quel patrimonio di conoscenze continui a generare lavoro, impresa e nuove professionalità? Sono alcune delle questioni al centro dell’ultimo appuntamento di approfondimento culturale della 59ª edizione di Tessingiu, in programma venerdì 4 settembre, a partire dalle 15.30, negli spazi dell’ex Cantina Sociale di Samugheo.
Una giornata che riunirà artigiani, designer, amministratori e rappresentanti del mondo associativo e della formazione e che porterà a sintesi il percorso di incontri e approfondimenti sviluppato nel corso della 59ª edizione. Tre momenti distinti ma strettamente connessi – dalla trasmissione concreta dei saperi artigiani alla progettazione contemporanea, fino alla formazione professionale e alle prospettive del comparto – comporranno un’unica riflessione sul presente e sul futuro dell’artigianato sardo.
A tenere insieme il pomeriggio sarà ancora una volta il confronto, parola scelta dalla direzione artistica come tema della 59ª edizione e trasformata nel corso della manifestazione in metodo di lavoro. Non l’opposizione tra posizioni differenti, dunque, ma la possibilità di mettere in relazione competenze e punti di vista: chi custodisce e pratica quotidianamente un mestiere, chi lavora sul progetto, chi amministra i territori e chi si occupa di formazione e sostegno alle imprese.
È la stessa prospettiva sulla quale Gianni Filindeu, direttore artistico di Tessingiu, ha costruito nelle ultime due edizioni un percorso che prova a superare l’idea dell’artigianato come semplice insieme di produzioni, per leggerlo invece come un sistema complesso, nel quale cultura materiale, qualità progettuale, capacità produttiva, mercato, formazione, comunità e trasmissione dei saperi dipendono inevitabilmente gli uni dagli altri.
Il primo momento, in programma dalle 15.30 alle 17.30, partirà proprio dalla comunità artigiana di Samugheo. Alcuni dei suoi maestri incontreranno il pubblico per raccontare il proprio lavoro non soltanto attraverso le parole, ma entrando direttamente nella pratica dei mestieri.
L’incontro avrà infatti la forma di un workshop, con esercitazioni dedicate ai primi rudimenti delle lavorazioni artigiane. Un passaggio significativo all’interno del percorso di Tessingiu, perché riporta il ragionamento là dove l’artigianato concretamente nasce: nel rapporto tra la mano e la materia, nella conoscenza degli strumenti, nella ripetizione dei gesti, nell’esperienza accumulata e nella capacità di trasmettere ciò che spesso non può essere completamente codificato in un manuale.
A Samugheo questo tema assume un significato particolare. Il paese conserva una delle tradizioni tessili più riconoscibili della Sardegna e Tessingiu stessa, nata nel 1967, è cresciuta insieme a una comunità nella quale l’artigianato continua a rappresentare non soltanto un settore produttivo, ma una parte dell’identità culturale e sociale. Raccontare come si comincia a lavorare, quali conoscenze servono e in che modo un sapere passa da una generazione all’altra significa quindi affrontare uno dei problemi centrali per il futuro del comparto: evitare che la tutela della tradizione coincida semplicemente con la conservazione degli oggetti, dimenticando le persone e le competenze necessarie per continuare a produrli.
Alle 17.30 sarà invece il designer e architetto cagliaritano Jari Franceschetto a prendere la parola con la conferenza “Progetti recenti”, dedicata al suo percorso creativo e alla capacità di portare elementi provenienti dalle tradizioni e dai contesti locali dentro una ricerca progettuale aperta a una dimensione più ampia e internazionale.











