Si è spento oggi, all’età di 97 anni, Pietrino Soddu, esponente storico della Democrazia Cristiana. Nato il 19 giugno 1929 a Benetutti, laureato in leggi, dipendente regionale, è stato consigliere regionale per cinque legislature (la prima volta a 32 anni), più volte assessore, alla Rinascita, all’Industria, alle Finanze e alla Sanità, eletto sette volte presidente della Regione (la prima volta a 43 anni), è stato eletto per la prima volta deputato nel 1983 (rieletto due volte, rimase a Montecitorio fino al 1994), è stato anche sindaco di Benetutti e presidente della provincia di Sassari. Giornalista pubblicista, ha scritto anche libri (l’11 novembre 2016 presentò a San Giovanni Suergiu, nella sala consiliare, il suo libro “L’ultima Spagna”).
«Con Pietrino Soddu scompare uno dei protagonisti più autorevoli della storia politica e istituzionale della Sardegna del secondo dopoguerra – ha detto Silvio Lai, segretario regionale del Partito democratico -. Un uomo che ha attraversato oltre settant’anni di vita pubblica senza mai smettere di interrogarsi sul futuro dell’Isola, sulla sua autonomia e sul suo rapporto con lo Stato. Dalla stagione dei “Giovani turchi” della Democrazia Cristiana sassarese agli incarichi di assessore alla Rinascita, all’Industria e alle Finanze sino alla guida della Regione, Pietrino Soddu appartenne a una generazione che concepiva la politica come costruzione di una classe dirigente e come responsabilità verso la propria comunità. Eletto più volte presidente della Regione, guidò tre giunte in anni decisivi per la modernizzazione economica e sociale della Sardegna.»
«Pietrino Soddu è stato una colonna dell’autonomia sarda e una delle figure politiche e intellettuali più rappresentative dell’isola nel secondo dopoguerra.»
Con queste parole la Presidente della Regione, Alessandra Todde, esprime il suo cordoglio per la morte del politico sassarese, che si è spento oggi a 97 anni.
«Soddu è stato un protagonista assoluto della vita politica isolana. Ha lavorato per modernizzare la Sardegna del dopoguerra ricoprendo incarichi centrali, come quello di assessore regionale della Rinascita, dell’Industria e delle Finanze. Prima ancora, è stato consigliere comunale e sindaco di Benetutti, suo paese natale, e in seguito consigliere provinciale. È stato soprattutto Presidente della Regione, più volte tra il 1972 e il 1980, e successivamente deputato al Parlamento, dal 1983 al 1994.»
«La sua grande esperienza politica e la lucidità del suo pensiero – prosegue la presidente Alessandra Todde – sono state per me di stimolo nelle occasioni di confronto in merito alla nostra autonomia incompiuta, al ruolo che deve avere la Sardegna e ai poteri e agli strumenti che dobbiamo utilizzare per emanciparci rispetto a quelli che restano in capo allo Stato, in un’ottica di collaborazione reciproca ma mai di arretramento rispetto alle prerogative che lo Statuto assegna alla Regione.»
La Presidente ricorda il pensiero del politico scomparso anche a proposito dell’insularità, «non da intendersi semplicemente come un limite, ma come peculiarità da far valere in Italia e in Europa».
«Ho trovato moltissimi punti di contatto fra noi, nell’identificazione della Sardegna quale regione pienamente europea, portatrice di valori come l’inclusione, la solidarietà e l’identità, a dimostrazione di un pensiero sempre attuale che deve essere un faro per il nostro agire quotidiano. Ai suoi familiari – conclude la presidente della Giunta regionale – esprimo il cordoglio mio e di tutta l’amministrazione regionale.»











