Il racconto unitario del patrimonio archeologico, culturale e paesaggistico locale come chiave per favorire l’estensione della memoria collettiva e creare sviluppo nel territorio. Monastir punta sul turismo culturale con la rassegna ArcheoMonastir, voluta dall’Amministrazione comunale e in programma nel paese del Medio Campidano tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre.
Le domus de janas di Monte Zara e Is Aruttas, l’area sacra di Is Obias, i resti del Castello di Baratuli, le chiese, i paesaggi e i luoghi della memoria: testimonianze diverse per epoca e natura, che il progetto promosso dall’Amministrazione comunale riunisce per la prima volta in un unico itinerario. Non un elenco di emergenze isolate, ma la continuità storica di una comunità che dal Neolitico al Medioevo fino ad arrivare a oggi, ha abitato, attraversato e coltivato lo stesso territorio.
«Il progetto rappresenta un’importante opportunità per conoscere più da vicino luoghi e testimonianze che appartengono alla nostra storia e che meritano di essere riscoperti e raccontati – spiega la sindaca Paola Ugas -. Propone un programma ricco di iniziative, eventi e visite guidate, aperti sia ai monastiresi che ai visitatori non locali. Il percorso infatti mette insieme archeologia, territorio e comunità, nella convinzione che la conoscenza del nostro patrimonio sia il primo passo per proteggerlo e trasformarlo in una concreta occasione di crescita culturale e turistica. Desidero quindi rivolgere un particolare ringraziamento a tutti gli illustri partner che hanno scelto di collaborare al progetto, al Centro Regionale di Conservazione della Biodiversità di UNICA, all’Università degli Studi di Milano e agli esperti e professionisti del settore archeologico che metteranno a disposizione competenze e conoscenze per le diverse attività. Per la nostra comunità sarà un’occasione per mettersi in vetrina e, pertanto, invito tutti a partecipare.»
«Abbiamo voluto avviare un percorso capace di mettere in relazione questi luoghi con le competenze di archeologi, ricercatori, guide, associazioni, giovani, operatori economici e produttori locali – ribadisce Franca Murgia, assessora comunale dell’Ambiente, del Turismo e della Tutela del patrimonio storico-archeologico –. La valorizzazione del patrimonio, infatti, acquista senso quando riesce a coinvolgere la comunità e a creare nuove occasioni di conoscenza, partecipazione e sviluppo per il territorio. Le giornate del 25 settembre e dell’11 ottobre sono il primo passo di questo percorso. Non vogliamo limitarci a organizzare due appuntamenti, ma costruire progressivamente una modalità stabile di racconto e fruizione del patrimonio di Monastir. ArcheoMonastir vuole quindi essere un punto di partenza: per riscoprire la nostra storia, rafforzare il legame della comunità con il proprio territorio e trasformare la cultura e il paesaggio in elementi concreti di crescita.»
Il progetto si concretizza tra settembre e ottobre, con due appuntamenti dedicati alla conoscenza e alla scoperta, tra presentazioni, itinerari, visite guidate e momenti di incontro. Un modo nuovo di conoscere Monastir, che porta al centro della scena il patrimonio locale: non una semplice ricchezza da osservare ma un’esperienza da vivere pienamente.









