Cagliari Urbanfest. Generazioni Metropolitane compie cinque anni e cinque sono i quartieri della città che dal 19 al 25 ottobre ospiteranno la nuova edizione del festival nato per promuovere la rigenerazione urbana e sociale. Una settimana densa di eventi, animati da oltre venti artisti e articolati nelle consuete quattro sezioni: arte urbana, arti visive, arti performative e incontri.
Si parte il 19 ottobre con gli interventi di arte urbana. A Sant’Elia Crisa e Veronica Pala saranno impegnati in via Schiavazzi con due interventi che coinvolgeranno rispettivamente gli anziani e i bambini del quartiere, traducendo in azione il sottotitolo del festival, Generazioni Metropolitane. Crisa realizzerà la sua opera al Centro Comunale Anziani Sant’Elia mentre Veronica Pala guiderà le alunne e gli alunni della Scuola dell’Infanzia “Paulo Freire” in un laboratorio artistico che culminerà in un murale collettivo sulla parete dell’istituto.
A San Benedetto prosegue il progetto di rigenerazione delle Gallerie Ormus. Qui i giovani artisti Riccardo Mussone e Sara Abad, vincitori del concorso di idee Urbancontest Ormus lanciato lo scorso maggio, dipingeranno le loro opere incentrate sul tema dell’inclusione, contribuendo così al recupero di altre due superfici murarie delle gallerie. Il progetto è sostenuto da E.N.A. S.r.l. concessionaria Toyota di Cagliari, azienda attenta e sensibile ai temi della sostenibilità ambientale riferiti al proprio territorio, e da Studio 3 Amministrazioni condominiali. La realizzazione delle opere di arte urbana alle Ormus sarà accompagnata da un momento di approfondimento dal titolo Rigenerazione delle Gallerie Ormus: evoluzione di una storia ancora da scrivere, conferenza organizzata in partenariato con la cattedra di Architettura del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ingegneria Ambientale e Architettura dell’Università di Cagliari e ospitata nella Sala Ex-bookshop del Teatro Lirico.
La sezione arti visive è sviluppata in tre mostre a cura di Ivana Salis: il 22 ottobre a Stampace, nella galleria Temporary Storing, inaugurerà Abbandoni, mostra fotografica con opere di Luca Centola, Beatrice Marinoni, Roberto Melis e Silvia Sanna, organizzata in collaborazione con la Fondazione per l’arte Bartoli Felter. A partire da una serie di luoghi abbandonati, l’esposizione si configura come una riflessione sul concetto di abbandono inteso come simbolo della nostra epoca, in cui svaniscono certezze, identità e memoria.
Il 23 ottobre il Castello di San Michele aprirà le sue porte alla mostra collettiva I’m only human, che raccoglie una selezione di opere di Gildo Atzori, Cenzo Cocca, Marina Desogus, Enya Daniela Idda, Stefania Lai, Daniela Masia, Daniela Nobile e Romina Tanka. Attraverso linguaggi e tecniche differenti, le artiste e gli artisti in mostra riflettono sulla condizione odierna dell’essere umano, stretto tra mancanza di empatia, imperante individualismo, incapacità di riconoscersi nell’altro.
E sabato 24 allo Spazio e Movimento, nel quartiere Marina, sarà inaugurata la mostra personale dell’attrice e artista Lea Gramsdorff dal titolo Bambina mia.
A Sant’Elia, il Parco degli Anelli accoglierà gli eventi di arti performative: giovedì 22 andrà in scena la compagnia Il Crogiuolo con Matite Rosse: il voto alle donne, spettacolo teatrale scritto e diretto da Rita Atzeri con Monica Zuncheddu, Valentina Sulas, Marianna Pinna e Greta Marras. Domenica 25 sarà la volta di Sandro Mungianu e Nicola Agus con Generazioni Sonore, performance di musica elettroacustica site-specific, organizzata in partenariato con l’Associazione SpazioMusica e il Dipartimento di Musica Elettronica del Conservatorio “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari.
La quinta edizione porta una novità nella sezione incontri: con Spazi Aperti gli studi d’arte e artigianato artistico di Mara Damiani, Atelier Donne senza volto di Mabi Sanna e lo studio 41 Condiviso apriranno le loro porte al pubblico per dialogare e mostrare il loro lavoro.
Non mancheranno gli appuntamenti con il Mural tour, con il Parkour Cagliari e una visita guidata alla mostra I’m only human nel segno dell’inclusione rivolto alle persone con disabilità visiva.










