Gran finale domenica 18 ottobre per il “Tradizione e Modernità Festival 2026”, la rassegna dedicata alla musica e alla cultura popolare sarda che ha animato piazza del Lazzaretto con una buona affluenza di pubblico nei primi due appuntamenti. L’ultimo incontro, in programma alle 11.00, sarà dedicato al cantu a chitarra, con un nuovo viaggio tra le sonorità e le espressioni più rappresentative della tradizione isolana.
Protagonisti della mattinata saranno i cantadores Emanuele Bazzoni e Daniele Giallara, accompagnati alla chitarra da Alessandro Carta e alla fisarmonica da Alberto Caddeo. Ad arricchire lo spettacolo contribuiranno i costumi tradizionali, gli strumenti e le esibizioni dei gruppi folk Janas di Monastir e Campidano di Quartucciu, in un intreccio di musica, canto e danza.
L’appuntamento conclusivo arriva al termine di due giornate che hanno registrato una buona partecipazione di pubblico, confermando l’interesse per una manifestazione che mette al centro le radici culturali della Sardegna e il dialogo tra tradizione e modernità.
La rassegna si è aperta domenica 4 ottobre con le sonorità delle launeddas e le esibizioni dell’associazione Cuncordia a Launeddas, protagonista di una mattinata dedicata a uno degli strumenti simbolo della musica sarda.
Domenica 11 ottobre è stata invece la volta del canto a tenore, con i Tenores di Neoneli, che hanno celebrato nel corso dell’iniziativa i 50 anni di attività. La giornata è stata arricchita dalla partecipazione del gruppo folk I Nuraghi di Sestu e dalle danze tradizionali, contribuendo a creare un momento di incontro tra musica, identità e cultura popolare.
Con il terzo appuntamento, il festival completa così il suo percorso attraverso alcune delle espressioni più significative del patrimonio musicale isolano, offrendo al pubblico un’occasione per riscoprire tradizioni ancora vive e capaci di coinvolgere diverse generazioni.
La manifestazione è realizzata nell’ambito di “Cagliari dal Vivo 2026”, con il contributo del comune di Cagliari.










