Un intervento urgente del Governo per superare le criticità della continuità territoriale marittima delle merci e garantire alle imprese sarde condizioni di trasporto adeguate, tariffe sostenibili e collegamenti affidabili durante tutto l’anno. È la richiesta contenuta nella lettera che l’assessora regionale dei Trasporti, Barbara Manca, ha inviato al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, chiedendo la convocazione immediata di un tavolo politico-istituzionale tra Ministero e Regione.
La situazione, come evidenzia l’assessora, non è più rinviabile. La riduzione dei collegamenti dedicati alle merci, la carenza di capacità di trasporto nei periodi di maggiore domanda, le difficoltà di imbarco per alcune categorie merceologiche e l’aumento dei noli, aggravato dai costi dell’ETS e del carburante, stanno imponendo alle imprese sarde oneri sempre più pesanti.
«Il Governo deve intervenire, e deve farlo con urgenza – afferma l’assessora -. Non è accettabile che le imprese sarde continuino a pagare un prezzo aggiuntivo per il solo fatto di operare in un’isola. La continuità territoriale delle merci non è un privilegio né una misura assistenziale: è una condizione indispensabile per garantire alla Sardegna pari opportunità economiche e competitive rispetto al resto del Paese.»
La Regione ha già rappresentato formalmente le proprie criticità nel corso dei procedimenti che hanno portato all’approvazione dei nuovi bandi, senza esprimere il proprio assenso. Ora chiede che alle osservazioni e alle analisi tecniche seguano decisioni concrete. Il riferimento è anche al principio di insularità sancito dall’articolo 119 della Costituzione: rimuovere gli svantaggi strutturali delle Isole non può restare un impegno astratto, ma deve tradursi in misure efficaci e risorse adeguate.
La proposta della Regione è definire un nuovo sistema di continuità territoriale marittima delle merci, con collegamenti regolari per tutto l’anno, capacità e frequenze commisurate alle esigenze produttive, servizi cargo dedicati sulle direttrici di maggiore interesse economico, previa verifica delle condizioni di mercato, e tariffe sostenibili. Servono inoltre strumenti per compensare i maggiori costi legati all’insularità, compresi quelli derivanti dal carburante e dall’ETS, insieme a risorse certe e a una programmazione pluriennale.









