Un piccolo paese medievale della Sardegna, custode di una storia religiosa millenaria, si prepara a diventare un punto di incontro internazionale tra le grandi culture religiose e laiche. Sarà Galtellì, nel cuore della Baronia, a ospitare dal 6 all’8 novembre 2026 la seconda Convention mondiale delle culture religiose e laiche, intitolata “L’ONU delle religioni”, promossa dall’Associazione Istituto delle Culture Religiose per l’Umanità e la Pace “Demetrio Marco De Luca – Siamo tutti fratelli” e presentata lunedì 19 ottobre a Nuoro, nella sala della Provincia. L’appuntamento è stato presentato da Angelo Rojch, ex presidente della Regione, che guida l’associazione; il sindaco di Galtellì, Franco Solinas; il giurista Antonello Menne; Vincenzo Gallus, assessore alla Cultura del Comune di Galtellì e Peppe Zola, presidente del Comitato Los Milagros.
L’obiettivo è costruire una piattaforma permanente di confronto tra le grandi religioni, le culture laiche, le istituzioni politiche e gli organismi internazionali. Non un organismo destinato a sostituire le Nazioni Unite, ma una sorta di Parlamento delle culture religiose, capace di rappresentare la forza morale di miliardi di fedeli e contribuire alla prevenzione dei conflitti.
La scelta di Galtellì non è casuale. Il paese, conosciuto nell’antichità come Civitas Galtellina, fu sede vescovile a partire dal XII secolo e conserva nella cattedrale di San Pietro una delle testimonianze più importanti della propria storia ecclesiastica. Ma è, soprattutto, il culto del Santissimo Crocifisso de Los Milagros ad averne fatto nei secoli una meta di pellegrinaggio e un centro spirituale di riferimento per la Sardegna.










