«L’annuncio del ministro Matteo Salvini sull’ulteriore disponibilità di risorse per le isole è un segnale importante,ma è necessario capire come questa disponibilità si tradurrà in interventi effettivi per la Sardegna, quali importi saranno destinati all’ isola e con quali tempi e strumenti.»
A dirlo è Aldo Salaris, consigliere regionale e coordinatore regionale dei Riformatori sardi.
«La protesta degli autotrasportatori del Sud Italia dimostra la gravità dell’emergenza, sulla quale ,lo riconosciamo il Governo si sta adoperando ,ma si tratta sempre di rincorrere una crisi già in atto – aggiunge Aldo Salaris -. In Sardegna da oltre un anno denunciamo le conseguenze del caro carburante, dell’aumento dei costi dei collegamenti marittimi e dell’impatto del sistema ETS (principale strumento dell’Unione Europea per ridurre le emissioni di gas a effetto serra sul trasporto delle merci). A supportare ancora questa situazione c’è anche da sottolineare che gli autotrasportatori sardi, che subiscono il peso aggiuntivo dei costi strutturali dell’insularità, devono sapere quali benefici concreti potranno ottenere. Non è accettabile che le imprese sarde continuino a pagare un prezzo più alto per raggiungere i mercati e approvvigionarsi di materie prime. Su questa battaglia chiamiamo in causa anche la Regione e l’assessora dei Trasporti Barbara Manca. Purtroppo, prendendo atto delle iniziative di apertura di un tavolo con il Governo, non possiamo accontentarci di lettere, dichiarazioni e richieste generiche mentre le imprese sono in difficoltà. La Regione deve esercitare una pressione politica costante, presentarsi al confronto con proposte precise e pretendere impegni verificabili.»
«Noi, come Riformatori sardi, abbiamo proposto una soluzione attraverso una proposta di legge nazionale che punta a istituire un fondo per la continuità territoriale delle merci insulari, destinando a questo obiettivo i proventi del sistema ETS marittimo – sottolinea Aldo Salaris -. È questa la differenza tra inseguire l’emergenza e affrontare il problema alla radice e altresì non bastano misure temporanee sul carburante o interventi circoscritti a singole tratte. Pertanto,si legge ancora nel documento la necessità di compensare stabilmente i maggiori costi che gravano sulle imprese sarde,dando finalmente attuazione all’ articolo 119 della Costituzione. A supportare quanto previsto dall’ articolo 119, è necessario quindi chiarire quali risorse saranno destinate alla Sardegna e sulla base di quali criteri siano state determinate. A tal riguardo è stato adeguatamente considerato il divario insulare e il conseguente maggior costo del trasporto delle merci da e per la l’ Isola?. Inoltre quali calcoli sono stati effettuati e quale quota di queste risorse spetterà alla Sardegna?»
Il consigliere regionale e coordinatore regionale dei Riformatori sardi conclude rimarcando quanto sia «necessario capire se gli interventi previsti terranno conto degli autotrasportatori, ma anche degli altri operatori della filiera produttiva, che subiscono gli effetti dell’aumento dei costi logistici e rivolgendo alla Regione un invito a dimostrare di saper utilizzare l’apertura del Governo per uno spazio di intervento, pretendendo che il principio di Insularità sia concretamente applicato nella distribuzione delle risorse»
Armando Cusa










