Anche la CISAL Sardegna annuncia la mobilitazione contro qualsiasi possibilità di creare nell’Isola il deposito unico delle scorie nucleari.
«Non è più accettabile – se mai lo è stato – che ci si ricordi della Sardegna solo all’approssimarsi della stagione estiva – scrive in una nota il segretario generale CISAL Sardegna Giuseppe Cambodi -, abbandonandola a se stessa per il restante periodo dell’anno, e invitiamo enti ed organismi preposti a concentrarsi i propri sforzi sulle incompiute abbondantemente presenti in regione, invece di cimentarsi in nuove – e per giunta stavolta anche pericolose – iniziative: bonifiche, strade, ferrovie, trasporto aereo e navale, infrastrutture di sostegno al turismo e allo sviluppo dell’economia. ecc., siamo stanchi di essere considerati alla stregua di un feudo italiano.»
«La confederazione tutta, unita, richiamerà in una lotta comune, fino all’ultimo respiro, l’intero popolo sardo e tutte le forze politiche e istituzionali regionali e i nostri rappresentanti eletti in qualsiasi consesso nazionale ed internazionale – aggiunge Giuseppe Cambodi -. Con la partecipazione di tutti, Sardi di nascita e di cuore, tutti insieme in una battaglia democratica, nel rispetto delle normative e delle leggi vigenti ma senza indietreggiare di un solo passo, fino a che venga rispedito al mittente tale atto di aggressione gratuita, non richiesta e non gradita rivolta nei confronti di una Regione e di un popolo intero – conclude Giuseppe Cambodi -! Tutti uniti fino alla vittoria finale nella difesa di un territorio, che ricordiamolo ancora una volta, non è nostra proprietà, ma è un dono Divino e un prestito che riceviamo dai nostri figli e nipoti, e come tale va rispettato e restituito integro a chi ce ne h fatto lascito momentaneo.»


















