«Risposte incomplete, soluzioni prospettate ma semplicemente palliative, il solito scaricabarile.»
A denunciarlo sono i consiglieri regionali dei Progressisti che intervengono sulla situazione del Centro Regionale Sclerosi Multipla.
«Avevamo già suggerito di non trasformare il Binaghi in un ospedale Covid, proprio per la peculiarità dell’assistenza che offriva – sottolinea Francesco Agus – e questo è un primo passo. Ma non basta, come Progressisti siamo profondamente insoddisfatti delle risposte portate in Consiglio dall’assessore della Sanità: denotano la totale incapacità della Giunta di programmare e di pensare al futuro di migliaia di pazienti, che purtroppo crescono ogni anno. Non si può, ad esempio, pensare di gestire strutture come il Centro Regionale Sclerosi Multipla, in carenza di organico e di specialisti, con la prospettiva di contratti a termine e poi stupirsi quando i neurologi dicono di non voler accettare impieghi a tempo. Serve una programmazione seria, servono atti concreti e decisioni chiare da parte dell’assessorato, senza lasciare ad altri, pensiamo ai rapporti con l’Ats, la gestione di un settore così importante per la sanità sarda. Serve soprattutto rispetto per migliaia di pazienti, per le loro famiglie e per chi in quel centro lavora quotidianamente affrontando difficoltà non degne di un sistema sanitario civile».
Antonio Caria









