Il Comitato Civico per la Tutela Ambientale e della Salute di Sarroch rha diffuso una nota nella quale sottolinea di aver completato una prima analisi tecnica della documentazione presentata dal gestore nell’ambito del procedimento di riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) dello stabilimento industriale.
«Tale documentazione, pubblicata dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) solo a seguito di specifica richiesta del Comitato datata 12 marzo e resa effettivamente accessibile soltanto dopo interlocuzione diretta con gli uffici ministeriali, presenta – secondo le verifiche svolte – plurimi profili di criticità sotto il profilo tecnico, istruttorio e della completezza informativa.
Si evidenzia, in particolare, che i documenti analizzati costituiscono elaborati di parte, predisposti dal gestore per sostenere la propria posizione nell’ambito del procedimento, e come tali necessitano di un rigoroso contraddittorio tecnico e istituzionale.
Tra le principali anomalie riscontrate si segnalano:
- carenze nella rappresentazione e nel monitoraggio delle emissioni, con particolare riferimento ai sistemi CEMS e alle torce;
- lacune nella valutazione delle immissioni e nell’utilizzo integrato dei dati di monitoraggio ambientale disponibili sul territorio;
- assenza o incompletezza di sistemi di controllo su specifici inquinanti rilevanti sotto il profilo sanitario (tra cui BTEX e NMHC);
- criticità nella gestione e nel monitoraggio delle matrici ambientali, incluse le acque sotterranee;
- profili di irregolarità formale in alcuni elaborati tecnici, privi di sottoscrizione e quindi non pienamente riconducibili a responsabilità tecnica certa.
Il Comitato, pertanto, ha predisposto una relazione tecnica dettagliata che verrà trasmessa alla Commissione istruttoria AIA del MASE, chiedendo un’integrazione urgente dell’istruttoria e una verifica puntuale delle criticità evidenziate.
Particolare attenzione è stata inoltre posta ai profili sanitari. La letteratura scientifica internazionale ha già evidenziato, proprio nell’area di Sarroch, livelli significativamente più elevati di biomarcatori di danno al DNA nei bambini residenti in prossimità del polo industriale. A ciò si aggiungono elementi di preoccupazione derivanti da evidenze epidemiologiche e da riscontri clinici locali.»









