Alla “Nevi Arte” è stata onorata e celebrata la creatività della grande artista di respiro internazionale Rosetta Murru che, con tecniche innovative e costante contributo alla valorizzazione della complessiva arte sarda, ha creato opere di profondo impatto emozionale.
Segno caratterizzante di tutto il suo lungo ed operoso percorso artistico è una produzione pittorica che unisce luce e pennellate brillanti, ma anche una raffinata attenzione alla moderna progettualità tessile, con la realizzazione del tappeto d’autore, e alla creazione ceramica di rivoluzionaria astratta contemporaneità.
L’artista, sassarese di nascita ma nuorese per adozione ed insegnamento al Liceo Artistico, ha determinato i canoni e un linguaggio originale dell’arte astratta, esaltando le potenzialità del colore e rendendo gli elementi della natura degli assoluti protagonisti dei suoi quadri, così da lasciare un tratto indelebile nel panorama artistico.
Nonostante i tanti premi conseguiti e prestigiosi riconoscimenti critici, è tuttora rappresentativa creativa in continua e feconda evoluzione; le concettualità e potenzialità visive delle sue opere si sono prestate recentemente a nuove interpretazioni e studi scientifici sul rapporto/nesso tra arte e neuroscienze.
La pittorica astratta di Rosetta Murru, legata alla rappresentazione degli elementi della natura, si propone come esperienza percettiva ed emozionale di benessere, quasi un effetto terapeutico!, capace di trasformare in positività lo stato psicologico generale degli osservatori. Certo è, che l’incanto e fascinosa poetica compositiva dalle vivaci cromie di luce dominante, catturano i sensi in una dimensione da sogno.
Al “Nevi Arte”, spazio espositivo alternativo e laboratorio artistico in via Monte Jaca 47-Nuoro, è ospitata una selezione di opere pittoriche, ceramiche, vasi in vetro e metallo, lavori in cartapesta della Murru: un vero rappresentativo campionario creativo dell’artista, visitabile per l’intero mese di febbraio 2026.
La manifestazione, animata festosamente da una numerosa e qualificata partecipazione di artisti (Mario Adolfi, Nietta Condemi De Felice, Giusi Delogu, Elio Moncelsi e Zizzu Pirisi), intellettuali (lo scrittore nuorese Gianfranco Cambosu) e appassionati cultori delle arti, è stata inaugurata sabato 31 con un’esibizione musicale di Gianpaolo Selloni.
Il M° Selloni ha proposto dei suoi pregevoli brani inediti in limba, che presto confluiranno in un nuovo e atteso CD di meditate tematiche sarde e identità.
Oltre alle opere della celebrata artista sarda, che recentemente è stata inserita nello storico annuario dell’arte moderna CAM-Mondadori, sono esposti anche dei significativi lavori della francese Isa Sator.
L’artista transalpina – pittrice, colorista, illustratrice, grafica e avvocato – sviluppa il discorso pittorico col senso di evidenti tracce identificative della concezione cosmogenica. Forme e visione di suggestive composizioni esplorano l’armonia di miti femminili e femminilità nel cosmo e senza limiti; un’arte multisensoriale di creatività e di sorprendenti figure e colori che attraversano epoche, leggende, fiabe per una indicibile immersione emotiva.
Nevi Lai, padrona di casa e motore-cuore degli incontri al “Nevi Arte”, con entusiasmo ed energia ha presentato le due artiste. Parole di apprezzamento per il loro generoso lato umano e per l’impegno da donne di “solstizio” che
vivono e celebrano, attraverso un senso di profonde introspezioni e riflessioni concettuali artistiche, una rinascita interiore di vitalità al femminile in rappresentazioni d’impegno creativo e ideale.
Di Isa Sator, vive e lavora a Parigi, ha inoltre sottolineato il caratterizzante aspetto di opere determinate “tra tradizione e contemporaneità” che “rappresentano un linguaggio e luogo di memorie emotive in trasformazione”; mentre per Rosetta Murru, artista nella storia-oltre la storia e attingendo a riferimenti critici, ha voluto sottolineare “lo spazio circolare dove l’Arte diventa ritmo poetico, forma ciclica di vita e testimonianza dell’umana esistenza per elevarsi”, dunque, un “messaggio che unisce la coscienza umana a quella cosmica”.
Cristoforo Puddu




















