Questa mattina, giovedì 7 agosto, la delegazione composta dai discendenti dei deportati etiopi, presente a Porto Torres in occasione del progetto culturale “Dall’Oblio alla Memoria. Storia dei deportati etiopi all’Asinara (1937-1939)”, promosso dalla Cooperativa Sealand Asinara con il sostegno della Fondazione di Sardegna, del comune di Porto Torres, dell’Ente Parco Nazionale dell’Asinara, dell’Associazione Guide Esclusive dell’Asinara (A.GU.A) e della Rete Educando Asinara, è stata accolta al Palazzo del Marchese per ricevere il saluto ufficiale del sindaco Massimo Mulas a nome dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità turritana.
«In un tempo segnato, anche in Europa, da terribili conflitti, iniziative come questa sono un richiamo potente alla pace, alla fratellanza e alla memoria storica. Oggi – ha dichiarato il primo cittadino – non voglio solo rievocare una triste pagina della storia delle vostre famiglie, per la quale chiedo scusa a nome di tutta la comunità, ma desidero soprattutto condividere la sensazione che ho provato nell’incontrarvi . Osservando i vostri volti, gli sguardi e i sorrisi ho avuto la conferma che ci sono due modi per reagire alle sofferenze. C’è chi sceglie di chiudersi, lasciandosi sopraffare da sentimenti di sfiducia verso il prossimo e chi, come voi, decide di aprire il proprio animo esprimendo agli altri positività. In un periodo storico in cui risulta sempre più difficile affermare con certezza “non accadrà più”, i vostri occhi trasmettono la capacità di trasformare il racconto del dolore in gioia e curiosità per la vita, lasciandomi ben sperare per il futuro della mia, della vostra e di tutte le comunità che credono nell’importanza della memoria. Vi ringrazio, dunque, per essere venuti nella nostra città permettendoci di abbracciare idealmente ciascuno di voi, a dimostrazione di come i gemellaggi tra i popoli possano essere scritti e formali oppure, come il nostro, umani e calorosi.»
Nel corso della giornata, la delegazione ha inoltre visitato l’area archeologica di Turris Libisonis, entrando in contatto con la storia millenaria della città e il patrimonio culturale che Porto Torres custodisce.