Gli incendi che recentemente hanno flagellato i boschi della Sardegna centro-occidentale hanno distrutto pascoli, uliveti, capannoni, fienili, mezzi agricoli e sterminato interi allevamenti di animali in un’area che, da quanto emerge dalle prime verifiche, si estende per oltre 20mila ettari dei quali circa il 30% già classificato di pericolosità medio-elevata al rischio idrogeologico.
L’economia dei 14 comuni coinvolti, imperniata principalmente sui comparti dell’agricoltura e dell’allevamento, è messa in ginocchio e la disperazione delle comunità colpite ha pervaso, in questi giorni, tutti i media nazionali ed internazionali. A tanta desolazione e distruzione ha fatto seguito un’imponente gara di solidarietà che ha coinvolto associazioni e singoli cittadini che hanno portato il loro aiuto alle popolazioni ed alle aziende colpite.
A questa solidarietà si è doverosamente associato l’Ordine Regionale dei Geologi della Sardegna, che si è immediatamente messo a disposizione delle istituzioni regionali e della Protezione civile per fornire supporto e assistenza nella valutazione del possibile e conseguente incremento del rischio geologico nelle aree colpite: i territori attraversati dagli incendi, infatti, divengono assai più vulnerabili ai fenomeni di dissesto idrogeologico, al dilavamento dei suoli, all’aumento del carico solido nei corsi d’acqua ed al progressivo impoverimento delle risorse idriche sotterranee.
Nell’immediato, infatti, al fine di superare quanto prima la fase di emergenza, l’Ordine dei Geologi ha dato disponibilità per eseguire le analisi ed i monitoraggi che consentano una puntuale verifica delle effettive situazioni di potenziale rischio geologico per una successiva individuazione delle più opportune misure di mitigazione.
L’Ordine Regionale dei Geologi, ribadisce ancora una volta l’urgenza e l’inderogabilità di investire risorse ed energie adeguate per predisporre un efficace piano di messa in sicurezza esteso all’intero territorio regionale, da finanziare con i fondi previsti nel PNRR, che permetta di intervenire con incisive azioni finalizzate alla prevenzione dei rischi e non più solo alla mera gestione delle ormai troppo ricorrenti emergenze.









