Martedì 17 marzo 2026, presso il Caesar’s Hotel di Cagliari (Sala Monica), si terrà il laboratorio “World Café”, uno strumento di dialogo strutturato pensato per favorire il confronto tra persone e realtà diverse su temi complessi. L’obiettivo dell’incontro è mettere in dialogo persone senza dimora, operatori sociali, volontari, rappresentanti di associazioni e istituzioni, per condividere esperienze, individuare bisogni emergenti e costruire possibili azioni concrete a favore delle persone che vivono situazioni di forte vulnerabilità.
La metodologia del World Café prevede tavoli di lavoro misti e dinamici, nei quali i partecipanti potranno confrontarsi su alcune questioni chiave legate alla marginalità sociale, generando idee e proposte condivise. L’intento è quello di stimolare la partecipazione attiva, promuovere l’empowerment delle persone coinvolte e costruire soluzioni più aderenti alle reali necessità del territorio.
La giornata prenderà avvio alle 9.30 con gli interventi introduttivi di monsignor Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari, e don Marco Lai, direttore della Caritas diocesana. Seguirà, alle 10.30, l’avvio dei lavori di gruppo articolati in cinque tavoli tematici, ciascuno guidato da un facilitatore e da un segretario, con momenti di confronto strutturati e rotazione dei partecipanti tra i diversi tavoli.
Le tematiche affrontate riguarderanno in particolare:
- il diritto alla casa e i percorsi di autonomia,
- l’integrazione tra servizi sociali e servizi al cittadino,
- la costruzione di nuove reti sociali,
- la partecipazione attiva delle persone in situazione di marginalità,
- la comunicazione pubblica e la narrazione dell’emarginazione, con l’obiettivo di superare stereotipi e pregiudizi.
Dopo una breve pausa, prevista intorno alle 12.00, la mattinata si concluderà con la restituzione in plenaria dei lavori dei tavoli, durante la quale verranno condivise le principali proposte emerse dal confronto tra i partecipanti.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno della Caritas diocesana volto a rafforzare le reti territoriali e promuovere percorsi concreti di inclusione, nella convinzione che la lotta alla marginalità richieda uno sguardo condiviso e la collaborazione tra comunità ecclesiale, istituzioni e società civile.








