Non è mancato il pensiero della presidente di Anci Sardegna, Daniela Falconi, verso i territori colpiti, negli ultimi giorni, dalla piaga degli incendi.
«Il pensiero va a chi in questi giorni in tantissime aree della Sardegna e ancora in queste ore lavora per spegnere il fuoco – dichiara Daniela Falconi -, a chi ha dovuto lasciare la sua abitazione, a chi vede aziende e coltivazioni distrutte da questo cancro che non ha nessuna spiegazione razionale, a chi è angosciato per la propria casa. Il mio pensiero ai sindaci in prima linea per dare sostegno ai cittadini e che saranno i primi a cercare soluzioni a emergenza finita.»
«È fumo. Fumo d’incendio. Fumo d’incendio che non manca praticamente mai nell’orizzonte della nostra terra nei mesi estivi – prosegue Daniela Falconi -. E ogni anno sembra di arrivare più preparati dell’anno precedente. Eppure nulla, ogni anno è emergenza. Ogni anno non basta e qualcosa non funziona. E ogni anno ci troviamo allibiti e impreparati davanti allo scempio perpetrato da uomini maledetti, maledetti terroristi, che spesso sono persone vicinissime a noi.»
«Ma anche allibiti e impreparati dalle troppe disattenzioni che causano gli incendi colposi, quelli che arrivano, appunto, da una “piccola disattenzione” o leggerezza – aggiunge Daniela Falconi -.Forse non dobbiamo più chiamarlo “piano antincendi”. In Sardegna la macchina dell’emergenza incendi funziona grazie alle forze messe in campo dall’Agenzia Forestas, dal Corpo forestale, dai barracelli, dalla protezione civile regionale, dai vigili del fuoco e da tutti i volontari. Che servono più forze in campo lo sappiamo benissimo tutti.»
«Per avere un piano antincendio vero bisogna lavorare da ottobre ad aprile – ha detto Daniela Falconi -. Per cambiare cultura e mentalità. Per educare i bambini e le bambine, ma anche tanti adulti, al rispetto dell’ambiente e alla gestione dei rischi. Per pianificare gli interventi nelle aree incolte. Per aiutare i comuni a gestire i chilometri infiniti di strade rurali e per proteggere le nostre foreste, visto che viviamo nella regione più boscata d’Europa. Per aiutare e ascoltare chi lavora in campagna. Per rivedere i sistemi di allerta, magari. Insomma, parliamone a ottobre ma parliamone. Se no anziché antincendio sarà sempre e solo emergenza incendi»..
Antonio Caria