Sono già 228 le persone sanzionate dalla Polizia locale di Sassari, dall’1 gennaio 2022. Per illeciti legati al mancato rispetto delle norme sul conferimento dei rifiuti. Un record che polverizza tutti i precedenti report, e che in alcune zone registra anche, secondo i dati forniti dal comando di via Carlo Felice, cinque illeciti in una sola ora. Se da una parte il dato indica un aumento degli incivili e una diminuzione del senso del bene comune in città, dall’altro è sicuramente dovuto anche alle nuove tecnologie in dotazione.
Il Comando può infatti contare su quattro nuove trappole, a cui se ne aggiungeranno altre nelle prossime settimane, di ultimissima generazione, per consentire un controllo totale e capillare del territorio: dal centro città alle borgate. Acquistate dal settore Ambiente coi proventi delle multe, sono alimentate con pannelli solari per restare sempre attive e non scaricarsi.
Tra le sanzioni, il maggior numero – ben 125 su 228, quindi più della metà – sono legate al mancato rispetto del servizio di ritiro dei rifiuti porta a porta. Tra questi, fanno sapere gli agenti, un uomo ha portato a casa una doppia sanzione: oltre a conferire nei cassonetti di strada, li urinava anche. 51 sono state le multe per conferimento usando buste nere. Tra queste, una signora ha conferito nel cassonetto del secco residuo un bustone talmente che faceva fatica a sollevarlo, il tutto ripreso dalle videocamere. Ben 40 le persone che arrivano dai paesi vicini per buttare i propri rifiuti nei cassonetti di Sassari e sette i depositi a terra. Tra questi, anche un enorme scaldabagno, nascosto in bustoni neri e abbandonato vicino ai cassonetti. Infine cinque le attività commerciali e in generale non domestiche che hanno conferito nei cassonetti di strada.
Inoltre un nigeriano, raccontano sempre gli agenti, ha svuotato un appartamento abbandonando per strada tutti i mobili, gli oggetti e perfino tre bombole del gas. Il successivo tentativo di dare fuoco a tutto ha messo gravemente in pericolo gli abitanti del quartiere del centro storico dove il fatto è avvenuto e soltanto l’intervento tempestivo degli agenti della Polizia locale ha evitato la tragedia. Due giorni dopo, lo stesso uomo ha reiterato il comportamento. Per lui mille euro di sanzioni più l’obbligo di risarcire al Comune la spesa che l’Ente ha affrontato per far ripulire la zona dal gestore dell’appalto rifiuti.
Il Comando può infatti contare su quattro nuove trappole, a cui se ne aggiungeranno altre nelle prossime settimane, di ultimissima generazione, per consentire un controllo totale e capillare del territorio: dal centro città alle borgate. Acquistate dal settore Ambiente coi proventi delle multe, sono alimentate con pannelli solari per restare sempre attive e non scaricarsi.
Tra le sanzioni, il maggior numero – ben 125 su 228, quindi più della metà – sono legate al mancato rispetto del servizio di ritiro dei rifiuti porta a porta. Tra questi, fanno sapere gli agenti, un uomo ha portato a casa una doppia sanzione: oltre a conferire nei cassonetti di strada, li urinava anche. 51 sono state le multe per conferimento usando buste nere. Tra queste, una signora ha conferito nel cassonetto del secco residuo un bustone talmente che faceva fatica a sollevarlo, il tutto ripreso dalle videocamere. Ben 40 le persone che arrivano dai paesi vicini per buttare i propri rifiuti nei cassonetti di Sassari e sette i depositi a terra. Tra questi, anche un enorme scaldabagno, nascosto in bustoni neri e abbandonato vicino ai cassonetti. Infine cinque le attività commerciali e in generale non domestiche che hanno conferito nei cassonetti di strada.
Inoltre un nigeriano, raccontano sempre gli agenti, ha svuotato un appartamento abbandonando per strada tutti i mobili, gli oggetti e perfino tre bombole del gas. Il successivo tentativo di dare fuoco a tutto ha messo gravemente in pericolo gli abitanti del quartiere del centro storico dove il fatto è avvenuto e soltanto l’intervento tempestivo degli agenti della Polizia locale ha evitato la tragedia. Due giorni dopo, lo stesso uomo ha reiterato il comportamento. Per lui mille euro di sanzioni più l’obbligo di risarcire al Comune la spesa che l’Ente ha affrontato per far ripulire la zona dal gestore dell’appalto rifiuti.
Antonio Caria



















