Capannoni scoperchiati, tettoie e recinzioni divelte, macchinari danneggiati, impianti fotovoltaici strappati via: è solo il primo bilancio del maltempo che ha colpito il territorio del Nuorese e dell’Ogliastra.
A pagarne maggiormente le spese sono stati i settori olivicolo e le sugherete, con ripercussioni gravi anche sui boschi, le essenze arboree e il legnatico a causa degli alberi spezzati o sradicati dalla furia del vento.
«Siamo di fronte all’ennesimo evento atmosferico eccezionale che colpisce duramente le nostre aziende – sottolinea il presidente di Coldiretti Nuoro -Ogliastra, Leonardo Salis – in queste ore stiamo raccogliendo segnalazioni, verificando le criticità e garantendo la massima vicinanza alle imprese agricole e alle comunità coinvolte. Nessuno deve essere lasciato solo.»
Sulla stessa linea il direttore Alessandro Serra. «Oltre ai danni immediati alle strutture, c’è una forte preoccupazione per le ricadute economiche future. Le aziende dovranno sostenere costi elevatissimi per ripristinare capannoni, impianti e infrastrutture, con inevitabili rallentamenti delle attività produttive e ripercussioni anche sulla manodopera e sull’occupazione – dice Alessandro Serra – è necessario un sistema istituzionale maturo, capace di intervenire rapidamente nelle emergenze ma anche di costruire un percorso strutturato di lungo periodo, affinché le imprese non vengano lasciate sole e possano ricevere risposte concrete e tempestive».
Antonio Caria



















