Centinaia di ragazze e ragazzi, ammassati, senza mascherina, che ballavano senza alcun rispetto delle norme per contrastare il diffondersi del coronavirus, che nella sua variante Delta sta colpendo soprattutto i più giovani. È lo scenario che si sono trovati di fronte gli agenti della Polizia locale di Sassari durante due blitz compiuti nel fine settimana in un pubblico esercizio sul litorale del sassarese autorizzato alla somministrazione di alimenti e bevande. Il locale, riferiscono dal Comando di via Carlo Felice, era stato trasformato in discoteca.
Secondo il racconto degli agenti, il gestore, già recidivo, ha intrattenuto gli ospiti fino all’una del mattino con musica di sottofondo che diffondeva i brani di un noto cantautore. Alle 2.00, proseguono gli agenti, ha liberato le aree precedentemente occupate dai tavoli e dai divanetti trasformando il bar in una discoteca. Da quell’ora si sono concentrati nel locale circa duecento tra ragazzini e ragazzine, arrivati proprio per questo, che hanno ballato nel pubblico esercizio trasformato in discoteca. La pre-serata si è quindi trasformata in serata disco, con luci e musica mixata dal dj.
Gli agenti hanno contestato al gestore la mancanza di agibilità del locale per esercitare come discoteca. Inoltre, sono state contestate numerose sanzioni di natura amministrativa: la diffusione di musica oltre il limite temporale sancito dall’ordinanza sindacale per preservare il riposo dei residenti, l’inottemperanza alle prescrizioni di cui al Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, l’organizzazione di trattenimenti danzanti. Sono state, inoltre, contestate violazioni delle prescrizioni imposte allo scopo di contenere la diffusione del coronavirus e, specificamente, l’aver favorito assembramenti e aver consentito che i clienti del locale non indossassero la mascherina.
La notte tra sabato e domenica il titolare del locale, proseguono gli agenti, ha reiterato la condotta trasgressiva trasformando ancora una volta il bar in discoteca. Oggi gli atti saranno trasmessi alla Procura della Repubblica del Tribunale di Sassari con specifico riferimento ai reati contestati. Lo Sportello Unico delle attività produttive del comune di Sassari ha già predisposto la sospensione dell’attività.
Antonio Caria



















