Il senso della “Piccola collana di memorie”, edita dalla Soter di Salvatore Ligios e creata da Salvatore Tola – valutando lo specifico della pubblicazione di ricerca poetica del tempiese Francesco Pasella, a copie numerate e limitate – rappresenta, per i fortunati lettori, un originale ed emotivo viaggio personale di riflessioni e dialogo tra autore e fruitore; segni di legame e connessione quasi “intima” di poetica diretta e senza filtri, sia nell’esplorazione delle nuove forme di scrittura lirica che nella rivelazione degli universi umani di condivisione intellettuale ed emotiva.
Poesie in miniatura, centellinate in brevi versi di parole essenziali, sono il caratterizzante segno identificativo della silloge “La tela del ragno dolce” di Francesco Pasella.
Il titolo del volumetto è inteso come strategia di percezione – messa in atto dal poeta e in generale dagli esseri sensibili e ricettivi – per raggiungere gli obiettivi di umanità con la persuasione della dolcezza ed insinuarsi empaticamente, come un amuleto nel cuore e nella pelle delle persone, in profondità spirituale e di legami.
La stessa citazione di Fëdor Dostoevskij “Ama la vita più della sua logica, solo allora ne capirai il senso.”, rafforza l’idea sul come l’esistenza debba essere colta e vissuta intensamente in tutte le sue complessità e contraddizioni; dunque, superando le resistenze, le tensioni e tabù in una condivisa vitale quotidianità dal flusso naturale.
L’essenzialità del linguaggio poetico è messo a nudo, così come l’esistenziale “gabbia dell’infelicità” è la cruda condizione di trasformazione e percorso interiore per trovare consolazione, interpretazione e senso degli elementi naturali unici della Gallura.
Il significato epifanico delle parole che scorrono in versi acquista luce, e si manifesta rivelatore, quando il “Baciare le rughe di un popolo” legittima la storia e l’autenticità identitaria della propria Terra.
I lampi immaginifici dei versi sono concetti di una esemplare tela poetica, che conquista per l’evidente forza ed efficacia del linguaggio, creata con l’imprevedibilità di un coraggioso astrattismo «che al di là dei miei enigmi – ci dice ed auspica il poeta – risulti un qualcosa di significativo pari al mio sentito interiore e creativo».
La collana ha raggiunto la pubblicazione del settantunesimo librino ed esprime un talismano letterario e filo ideale di cultura innovativa, dai significati simbolici, per un gesto lirico d’ì;introspezione “Che sia un volo/ per lunghi tratti condivisi…/ e non solo parallelo.//.
Cristoforo Puddu











