Si terrà per la prima volta a Bitti, dal 5 al 10 settembre, “Gratzias – In caminu pro chitare promissas”: una mostra dedicata ai monili ex voto donati nei secoli alla Madonna della SS Annunziata, custodita in un villaggio-santuario del 1500 a decine di chilometri dal paese in direzione di Lodè. Una profonda religiosità che i bittesi hanno assicurato nella storia dedicando la propria devozione a nove Madonne, ben otto con una chiesa tra l’abitato e le campagne del centro barbaricino e di cui due novenarie. Un culto mariano speciale che i fedeli hanno manifestato per le grazie ricevute nel superamento delle malattie e sulle buone annate agrarie, sulle nascite in salute dei bambini e nella giustizia per la libertà riconquistata, per il rientro dalle guerre o per altri momenti di difficoltà della vita. Centinaia di monili tra oggetti d’oro e preziosi (anelli, collane, fermagli e medaglie), tavole dipinte e ricamate, antichi rosari, amuleti e talismani andranno in vetrina in un viaggio emozionante fatto di storie, aneddoti e leggende popolari, che affondano le radici soprattutto nel sacro, ma anche nell’immaginario pagano di un’intera comunità, coinvolgendo in egual misura tutte le classi sociali. Un viaggio nei secoli che lo studioso bittese Tino Basile ha ricostruito in oltre 30 anni di ricerche, un approfondito percorso universitario e una tesi, arricchiti da giornate intere passate a ritrovare notizie nelle biblioteche e a raccogliere racconti orali tramandati nel tempo dagli anziani.
Sono nove le chiese intitolate alla Madonna attraverso cui i bittesi esprimono la propria devozione mariana tra centro abitato e agro: le due novenarie del Miracolo e della SS Annunziata, Santa Maria (nell’area dell’antico villaggio scomparso di Dure), Le Grazie e La Pietà, quella del Buoncammino, di Bonaria e della Difesa. L’unica a non avere una Chiesa dedicata, e quindi custodita tra le mura di San Giorgio Martire, è quella dell’Assunta.
In allegato alcune foto della Madonna della SS Annunziata e dei doni ex voto.





