Si stanno per concludere i lavori della prima campagna di scavo 2025 nel villaggio medievale di Geridu, alle porte della città di Sorso, realizzati grazie a un accordo di collaborazione sottoscritto dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Sassari e Nuoro, l’Università di Sassari (Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione) e il comune di Sorso.
«Tra le numerose novità portati in luce dagli scavi tra i resti delle case del villaggio – ha spiegato il professor Marco Milanese – anche ceramiche provenienti dalla Sicilia o dalla Tunisia, databili tra il 1000 e il 1100, che dimostrano come già all’alba del Medioevo la comunità di Geridu avesse una disponibilità economica che consentiva di acquistare quelle stesse merci esotiche che usava l’aristocrazia mercantile di Pisa, di Genova e che decoravano con i loro vivaci colori le facciate delle chiese romaniche di vaste aree del Mediterraneo Occidentale.»
Per la prima volta dopo anni di ricerche è stata portata in luce la villa giudicale di Geridu, dopo una lunga fase di lavoro sul villaggio nella fase trecentesca, in cui gli abitanti erano soggetti a doveri nei confronti della feudalità catalano-aragonese. E ancora, indagando nell’area della chiesa parrocchiale di Geridu dedicata a Sant’Andrìa, costruita attorno al 1330 in stile gotico-catalano, la scoperta davvero eccezionale, nei resti del cantiere della nuova e monumentale chiesa, di parti della chiesa romanica di XI secolo del villaggio di epoca giudicale.
«Geridu continua a parlarci attraversi i secoli, raccontandoci storie di prosperità, scambi commerciali, trasformazioni politiche e sociali, e rappresenta una importante pagina di storia che arricchisce la conoscenza del nostro passato – ha aggiunto il sindaco, Fabrizio Demelas -. Sappiamo che questo è un sito paradigmatico per la storia del Medioevo di tutta l’Isola e alla luce delle varie campagne di scavo portate avanti anche grazie alla collaborazione tra Soprintendenza, Università di Sassari e Amministrazione comunale, è emerso ormai chiaramente il suo valore di rilevanza regionale.»
Antonio Caria



















